Febbre, la temperatura normale non è più 37 gradi?

Una temperatura corporea di 37 °C viene considerata il valore normale, oltre il quale si manifesta uno stato febbrile. Questo riferimento fu stabilito per la prima volta nel 1851 dal medico tedesco Carl Reinhold August Wunderlich. Si può considerare ancora valido? Studi recenti indicano valori più bassi. Per esempio uno studio inglese del 2017, che ha considerato più di 240mila misurazioni su 35mila pazienti ha rilevato una temperatura media di 36,6 °C.

Questo abbassamento della temperatura corporea media potrebbe corrispondere a un cambiamento fisiologico avvenuto negli ultimi due secoli. Lo suggerisce uno studio da poco pubblicato negli Stati Uniti che dimostra come la temperatura media nella popolazione americana si sia regolarmente abbassata negli ultimi 150 anni.

Lo studio

Nello studio, pubblicato sulla rivista  eLife, I ricercatori hanno analizzato le misurazioni di temperatura di tre coorti in tre diversi periodi storici: quella dei Veterani della Guerra Civile dell’Esercito dell’Unione,  con misurazioni effettuate tra il 1860 e il 1940, quella del National Health and Nutrition Examination Survey, negli anni 1971-1975 e quella dello Stanford Translational Research Integrated Database Environment (anni 2007–2017). In totale 677.423 misurazioni.

Dopo aver aggiustato i dati per età, altezza, peso i ricercatori hanno scoperto che la temperatura corporea degli uomini di oggi è, in media, di 0,59 °C inferiore a quella degli uomini nati all’inizio del XIX secolo.  Anche quella delle donne è scesa di 0,32 °C dal 1890 ad oggi. Nel complesso, l’analisi ha rilevato una diminuzione di 0,03 °C della temperatura media ogni dieci anni.

Gli autori dello studio scrivono che: “Questo cambiamento sostanziale e continuo della temperatura corporea fornisce un quadro per comprendere i cambiamenti nella salute umana e nella longevità nell’arco di 157 anni.”

Perché la temperatura corporea si è abbassata?

Secondo Myroslava Protsiv, della Divisione di Malattie Infettive e Medicina geografica della Stanford University, in California: “le differenze di temperatura osservate tra il XIX secolo e oggi sono reali e il cambiamento nel tempo fornisce importanti indizi fisiologici sui cambiamenti nella salute umana e nella longevità dopo la Rivoluzione industriale”.

L’ambiente in cui viviamo è cambiato –  ribadisce Julie Parsonnet della Stanford University – è cambiata la temperatura nelle nostre case, il nostro contatto con i microrganismi e il cibo a cui abbiamo accesso. Tutte queste cose significano che, sebbene generalmente si  pensi agli esseri umani come se fossero monomorfi, non siamo gli stessi. In realtà stiamo cambiando fisiologicamente.

Certamente i sistemi di riscaldamento hanno anno portato a una temperatura ambiente più costante, rendendo inutile la produzione di calore del corpo. Inoltre, secondo Parsonnet, il tasso metabolico medio, che indica quanta energia utilizza il nostro corpo, è diminuito nel tempo. Questa diminuzione potrebbe derivare anche da una diminuzione dello stato infiammatorio generale, che produce tutti i tipi di proteine ​​e citochine che aumentano il metabolismo e aumentano la temperatura.

 

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Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.