Microbiota e patologie oculari, un nuovo settore di ricerca

Il ruolo del microbiota intestinale nello sviluppo di diverse patologie acute e croniche è oggetto di numerose ricerche in diverse discipline mediche, dalla gastroenterologia alla cardiologia, dalla pneumologia all’endocrinologia. Anche gli oftalmologi stanno iniziando a prendere in considerazione il tema del microbiota come possibile indicatore di alcune patologie oculari.

Se n’è discusso nel corso dell’XI Congresso nazionale dell’Associazione Italiana dei Medici Oculisti (AIMO), che si è svolto recentemente a Roma, durante una sessione organizzata dal dottor Alberto Lanfernini e dalla dottoressa Paola Bonci.

“Sarà possibile in futuro diagnosticare alcune malattie oculari anche tramite l’esame dei microbiota oculare e intestinale? Su questa materia siamo ancora all’anno zero – ha detto Lanfernini – ci vorranno ancora numerosi studi per confermare questa ipotesi, ma alcune evidenze iniziano a suggerirlo. Senz’altro il tema è fortemente innovativo in oculistica, quasi una frontiera inesplorata, in cui ci si comincia ad affacciare”.

La nota correlazione tra squilibri del microbiota e patologie in vari organi, che hanno origine dalla produzione di citochine e altri mediatori infiammatori sistemici può interessare anche l’occhio.

 

“Il MALT (il tessuto linfoide associato alle mucose) è il sistema immunitario delle mucose, compresa quella congiuntivale: in questa ottica – precisa Lanfernini  – è comprensibile che ogni condizione di disregolazione immunitaria coinvolga anche gli occhi”.

“La dieta è una variabile fondamentale per prendersi cura del microbiota intestinale- ha aggiunto Lanfernini – e i probiotici hanno effetto riequilibratore in caso ci siano deviazioni dalla norma, condizione chiamata disbiosi”.

La dottoressa Bonci ha invece riportato le evidenze in letteratura di quanto noto riguardo le correlazioni tra microbiota e patologie importanti, come alcuni tipi di glaucoma, degenerazione maculare, uveiti, occhio secco, citando recenti studi che vanno in tale direzione e che sono una novità “potenzialmente di rilievo per l’oculistica”.

Per la prima volta in un congresso nazionale italiano si è parlato poi di metagenomica del microbiota oculare, che rappresenta “la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota”, con una relazione dettagliata del dottor Davide Borroni.

Non si è tralasciato ancora di valutare le alterazioni del microbiota e le conseguenze nei bambini, perché “anche loro possono risentire di squilibri”, ne ha parlato il dottor Roberto Caputo, responsabile di Oftalmologia dell’ospedale Meyer di Firenze. Infine, il professor Edoardo Villani ha illustrato l’utilità dei probiotici in collirio nelle patologie infiammatorie della superficie oculare.

Ultimo aggiornamento il 26 Ottobre 2020 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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