Prevenzione, con la dieta vegana aumenta il rischio di fratture

Esaminando i dati di uno studio su una popolazione molto ampia, in un arco di tempo di 17 anni, un team di ricercatori inglesi, dell’Università di Oxford, ha riscontrato un rischio di frattura più alto in chi segue una dieta vegana, rispetto ai vegetariani e a chi mangia carne.

Con lo studio chiamato EPIC Oxford sono stati raccolti dal 1993 al 2010 dati sulle abitudini alimentari di quasi 55mila persone, divise in 4 gruppi (29.380 consumatori di carne, 8.037 consumatori di pesce, 15.499 vegetariani, e 1.982 vegani). È stato poi verificato nel quattro gruppi il rischio di fratture totali e in sedi specifiche (arti superiori e inferiori, bacino, anca, ginocchio e altre) in un follow up di 17,6 anni.

Dopo gli aggiustamenti statistici per fattori confondenti come stili di vita e indice di massa corporea (BMI) i rischi di frattura risultavano inferiori nel gruppo dei consumatori di carne rispetto agli altri. Nei vegani il rischio di frattura in qualsiasi parte del corpo era più alto di circa il 40% rispetto ai consumatori di carne o di pesce mentre per i vegetariani l’aumento del rischio era intorno all’11%.

In termini assoluti queste differenze rappresentano un eccesso di 2 fratture per 1.000 persone per anno tra i vegani, e di 0,4 fratture, sempre per 1.000 persone per anno tra i vegetariani.

Gli autori concludono: “ Nel nostro studio chi non mangia carne, in particolare i vegani, hanno rischi più elevati di fratture totali o specifiche per sito, in particolare fratture dell’anca. Questo è il primo studio prospettico che verifica in gruppi dietetici il rischio di frattura sia in siti specifici sia totali e i risultati suggeriscono che la salute delle ossa nei vegani richiede ulteriori ricerche.”

Ultimo aggiornamento il 7 Dicembre 2020 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

Back To Top