Probiotici, un supporto al sistema immunitario degli astronauti

Una prospettiva interessante per studiare il funzionamento del nostro sistema immunitario è costituita dai viaggi spaziali. La permanenza in ambienti con assenza di gravità, infatti, ha un impatto significativo sul funzionamento del sistema immunitario, in particolare sull’immunità acquisita, che si attiva per rispondere all’aggressione di specifici agenti patogeni, come virus e batteri.

A questo tema è dedicata una recente review pubblicata dalla rivista Microgravity, pubblicazione scientifica affiliata alla rivista Nature con il supporto della NASA e dedicata ai più importanti progressi scientifici ottenuti a seguito delle attività aerospaziali.

La review è firmata da un team di ricercatori di diverse università giapponesi e dell’agenzia spaziale nipponica (Japan Aerospace Exploration Agency – JAXA).

L’indebolimento della risposta immunitaria

Esperimenti condotti nello spazio e su modelli animali in assenza di gravità hanno dimostrato che queste particolari condizioni ambientali interferiscono con il funzionamento del timo e del midollo osseo, gli organi linfoidi primari. I cambiamenti compromettono la linfopoiesi e quindi possono influenzare l’immunità acquisita, diminuendo la sua efficienza.

Le risposte immunitarie acquisite inoltre possono essere disturbate da fluttuazioni gravitazionali, fattori di stress e radiazioni spaziali, sia direttamente che in modo dipendente dall’ormone dello stress. Il risultato può essere una risposta immunitaria meno efficace che rende l’organismo più esposto alle infezioni, e, con il prolungarsi dei processi infiammatori, allo sviluppo di tumori.

Le contromisure

La review dei ricercatori giapponesi prende in considerazione anche le possibili contromisure per contrastare l’indebolimento della risposta immunitaria.

Tra i mezzi suggeriti per dare un supporto al sistema immunitario vengono indicati l’esercizio fisico, il controllo dello stress, l’intervento farmacologico e l’approccio nutrizionale, con l’assunzione di prebiotici e probiotici.

In particolare i ricercatori precisano che: “JAXA sta studiando gli effetti dei probiotici con uno studio attualmente in corso sull’assunzione di L. casei Shirota (LcS), per indagarne gli effetti sul microbiota intestinale e sulla funzione immunitaria negli astronauti”.

Altri lavori pubblicati in letteratura hanno dimostrato l’utilità dell’assunzione di questo ceppo probiotico nel contribuire a modulare le difese immunitarie e supportare l’organismo in diverse situazioni, dalle principali condizioni gastrointestinali agli effetti dello stress, ad esempio.

Al di là dell’obiettivo specifico di proteggere l’organismo degli astronauti, quando sono impegnati nelle missioni spaziali, queste ricerche possono fornirci indicazioni preziose su come supportare il sistema immunitario in tutti i casi in cui la risposta immunitaria adattativa viene indebolita da fattori ambientali.

Anche senza affrontare un viaggio nello spazio, infatti, il sistema immunitario può essere indebolito dallo stress, dall’eccessivo consumo di antibiotici o altri farmaci, dall’inquinamento, da carenza di sonno, solo per citare i fattori più comuni.

Ultimo aggiornamento il 15 Giugno 2020 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.