Ricerca, neuroni biologici e artificiali comunicano via web

Una ricerca scientifica, frutto di una collaborazione internazionale e interdisciplinare è riuscita, per la prima volta, a mettere in comunicazione neuroni artificiali, costruiti su microchip, con neuroni biologici coltivati in laboratorio.

Lo studio

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Scientific Reports, ha utilizzato diverse tecnologie: interfacce cervello-computer, reti neurali artificiali e tecnologie di memoria avanzate (memristor). Gli scienziati dell’Università di Southampton nel Regno Unito sono riusciti a creare una rete neurale ibrida, attraverso sinapsi (collegamenti tra neuroni) nanoelettroniche, mettendo in comunicazione i neuroni di ratto coltivati nei laboratori dell’Università di Padova con neuroni artificiali su microchip di silicio creati all’Università di Zurigo e dell’ETH di Zurigo.

Themis Prodromakis, professore di nanotecnologia e direttore del Center for Electronics Frontiers presso l’Università di Southampton (UK), ha dichiarato: “Una delle maggiori sfide nel condurre ricerche di questo tipo e a questo livello è stata l’integrazione di tecnologie a distanza e competenze specialistiche che non sono solitamente sotto lo stesso tetto. Creando un laboratorio virtuale siamo stati in grado di raggiungere questo obiettivo “.

Le prospettive

Il risultato ottenuto con questa ricerca apre nuove prospettive. La creazione di un laboratorio virtuale che utilizza approcci differenti (informatica, elettronica, biologia) e permette la collaborazione di laboratori in luoghi distanti apre nuove strade alla ricerca in un un settore affascinante della ricerca come quello che studia la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale a supporto del cervello umano.

“Questo nuovo sviluppo- spiega Prodromakis – da un lato pone le basi per un nuovo scenario che non è mai stato riscontrato durante l’evoluzione naturale, in cui i neuroni biologici e artificiali sono collegati tra loro e comunicano attraverso reti globali; gettando le basi della neuroelettronica. D’altro canto, offre nuove prospettive alle tecnologie neuroprotesiche, aprendo la strada alla ricerca per sostituire le parti disfunzionali del cervello con chip di intelligenza artificiale.”

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.