Ricerca, un approccio nutrizionale nella cura delle distrofie muscolari

Un gruppo di ricercatori italiani, guidato da Graziella Messina, con Marco Cassano, Katia Petroni e Chiara Tonelli del dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano ha pubblicato sulla rivista Cell Death & Disease, uno studio sperimentale, condotto su animali da laboratorio, che dimostra l’utilità di un approccio di nutrigenomica nella cura e nel miglioramento della patologia distrofica.

Le Distrofie Muscolari sono patologie eterogenee, caratterizzate da atrofia primaria del muscolo scheletrico, che compromette la mobilità dei pazienti e, nei casi più severi, le funzioni respiratorie e cardiache, portando a dipendenza dalla sedia a rotelle, insufficienza respiratoria e morte prematura. Punto di partenza della ricerca sono le evidenze sul ruolo di stress ossidativo e infiammazione, che contribuiscono all’aggravarsi e alla cronicizzazione di queste patologie.

E’ stato dimostrato che le antocianine assunte con la dieta hanno un ruolo preventivo nei confronti dello stress ossidativo e dell’infiammazione cronica. Le antocianine sono pigmenti rossi, blu e viola, appartenenti alla famiglia dei flavonoidi e presenti in frutta, verdura e cereali pigmentati. La cianidina è una delle antocianine più diffuse negli alimenti ed è il componente principale delle antocianine del mais rosso.

In questo lavoro sono stati dimostrati i benefici nutrizionali di una dieta arricchita con cianidina quando somministrata fin dallo svezzamento nella dieta su modello animale distrofico: si sono infatti osservati una riduzione dello stato infiammatorio e un aumento della biosintesi dei mitocondri, producendo come risultato un quantificabile miglioramento muscolare sia morfologico che funzionale nei topi distrofici. Di particolare rilevanza terapeutica è l’osservazione che tale beneficio nutrizionale si ottiene anche quando la dieta viene fornita agli animali distrofici in età avanzata, quando i segni della malattia sono già seriamente presenti.

“In attesa di una cura definitiva, siamo convinti – afferma Graziella Messina –  che il nostro lavoro fornisca prove significative che una dieta arricchita con cianidina rallenti in modo marcato la progressione della patologia distrofica, aprendo la strada a un approccio combinato che miri a preservare il muscolo distrofico e a rallentare il decorso della patologia controllando infiammazione muscolare e stress ossidativo, facilitando così  le prospettive di diversi protocolli terapeutici ancora in fase di sperimentazione”.

Ultimo aggiornamento il 24 Febbraio 2020 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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