Tumori gastrointestinali, lanciata la Carta dei diritti dei pazienti

Un’assistenza equa, omogenea e di qualità per i pazienti con tumore gastrointestinale in tutte le fasi della malattia. Questa la richiesta espressa nella “Carta dei Diritti” #TumoriGIFacciamociSentire realizzatoa da FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) in collaborazione con ISHEO, condivisa con le principali Associazioni dei pazienti per le aree d’interesse specifico, validata da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e con il supporto incondizionato del Gruppo Servier in Italia.

“La Carta dei Diritti sottolinea l’importanza della diagnosi precoce, della continuità terapeutica e dell’equità di accesso, aspetti questi che ovviamente interessano tutti i malati di cancro, ma che assumono particolare rilevanza per le persone colpite da tumori gastro-intestinali – afferma Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO – Le Associazioni firmatarie denunciano con forza la grande difficoltà o addirittura il mancato accesso ai trattamenti terapeutici nelle fasi più avanzate di malattia, con il grave conseguente impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti, aspetto che interessa tanto quanto l’accesso equo e omogeneo alle terapie disponibili”.

Una report analysis della letteratura scientifica condotta da ISHEO nei mesi scorsi ha fatto emergere i principali bisogni insoddisfatti e criticità sia nell’accesso alle terapie che nell’organizzazione dei servizi di assistenza, mostrando una disomogeneità importante nei percorsi di cura sul territorio italiano, derivanti soprattutto dalla mancanza di una linea guida forte, di uno “standard of care”.

Un altro aspetto importante che emerge dall’analisi riguarda prestazioni di tipo chirurgico. In Italia molti Centri trattano chirurgicamente queste patologie, alcuni di questi però senza avere una casistica tale da permettere di intervenire con esperienza e sicurezza. È noto che i Centri che hanno una casistica maggiore mostrano un tasso di successo più elevato. Da qui l’esigenza, indicata dalla Carta, di riorganizzare il sistema in modo tale da identificare i Centri d’eccellenza ai quali far afferire il paziente.

Non meno cruciale la possibilità, per i pazienti, di accedere a tutte le opzioni terapeutiche disponibili, incluse quelle più innovative, anche nelle fasi avanzate di malattia, rendendo uniformi i protocolli di cura in ogni stadio dei tumori gastrointestinali.

«Il fatto di considerare la necessità di trattamenti anche nelle linee successive è molto importante affinché il paziente non venga abbandonato quando ha ancora spazio terapeutico – spiega Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM – Al tempo stesso, occorre distinguere quando è necessario un trattamento attivo e quando invece il trattamento attivo è sostanzialmente dotato di scarsa efficacia e, quindi, rischia di essere più dannoso che utile, laddove la terapia sintomatico-palliativa è la vera risposta ai bisogni del paziente».

Ultimo aggiornamento il 30 Settembre 2020 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

Back To Top