Aterosclerosi delle coronarie senza sintomi, quanto è diffusa?

Il 40% delle persone tra i 50 e i 64 anni senza sintomi cardiologici potrebbe avere una aterosclerosi coronarica di qualsiasi grado. È il quadro che emerge da uno studio svedese che ha usato una tecnica avanzata di imaging per valutare lo stato delle arterie coronarie di un’ampia coorte di persone senza malattie cardiologiche, scelte a caso.

È risultato che nel 42% dei soggetti era presente aterosclerosi coronarica, con una stenosi significativa in più del 5% dei casi e una condizione ad alto rischio in quasi il 2% dei casi. Un risultato che potrebbe porre nuovi interrogativi sulle modalità di screening e sulle strategie preventive, comprese quelle farmacologiche.

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La diagnosi precoce dell’aterosclerosi coronarica con CCTA

Lo studio, pubblicato sulla rivista Circulation ha incluso 25.182 partecipanti senza malattie o sintomi cardiovascolari, di cui il 50,6% erano donne, sottoponendoli ad angiografia coronarica con tomografia computerizzata (CCTA coronary computed tomography angiography). La CCTA utilizza la scansione TC e un materiale di contrasto per creare immagini 3D delle arterie che irrorano il cuore.

In base al risultato delle scansioni CCTA i partecipanti sono stati classificati in tre gruppi:

  • niente aterosclerosi
  • 1-49% stenosi
  • 50% o più di stenosi

I dati sono poi stati confrontati con il punteggio CAC (Coronary artery calcium)  utilizzato per quantificare il calcio coronarico rilevato con metodiche per immagini non invasive.

La CCTA ha rilevato l’aterosclerosi nel 42,1% dei partecipanti. Inoltre, il 5,2% dei partecipanti aveva una significativa ostruzione del flusso sanguigno in una o più delle tre arterie coronarie e l’8,3% dei partecipanti aveva placche non calcificate. Complessivamente, l’1,9% dei partecipanti aveva una malattia grave, che riguardava l’arteria coronaria sinistra, l’arteria discendente anteriore o tutte e tre le arterie coronarie.

La prevalenza dell’aterosclerosi era quasi doppia negli uomini rispetto alle donne, con un ritardo di insorgenza di circa 10 anni nelle donne.

L’aumento dei punteggi CAC era correlato con un’aumentata prevalenza di aterosclerosi rilevata da CCTA. Lo studio però ha mostrato che il punteggio CAC zero non esclude l’aterosclerosi. Infatti il 5,5% dei partecipanti con un punteggio CAC di 0 aveva aterosclerosi. Tutti i partecipanti con un punteggio CAC superiore a 400 avevano l’aterosclerosi coronarica, con il 45,7% con ostruzione significativa.

Una condizione diffusa che pone interrogativi sui tempi di intervento

Hoang Nguyen, cardiologo interventista presso il Memorial Care Heart & Vascular Institute dell’Orange Coast Medical Center a Fountain Valley, CA (Usa), in un’intervista al sito Medical News Today commenta così lo studio:

la ricerca conferma ciò che avevamo sempre sospettato sulla base di precedenti studi sulla popolazione: l’aterosclerosi delle coronarie è in realtà piuttosto diffusa. È sorprendente pensare che se prendo un gruppo a caso di 10o persone relativamente sane tra i 50 e i 60 anni, 40 di questi avranno un certo grado di aterosclerosi, 5 potrebbero avere una significativa stenosi coronarica (oltre il 50% di ostruzione) e 2 una stenosi pericolosa.”

“Questo dato – aggiunge Nguyen – pone alcuni interrogativi: sulla base di queste informazioni, quanto dovremmo essere aggressivi nel trattare i pazienti? Dovremmo iniziare prima con farmaci come le statine?”

Le risposte a queste domande sono tutt’altro che scontate, come conferma Nguyen: “a parte i maggiori costi per i sistemi sanitari, c’è il rischio di fare più danni intervenendo prima. Abbiamo bisogno di ulteriori verifiche più a lungo termine.”

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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