Gastroprotettori, una nuova review fa il punto sui possibili rischi

anziana pilloleOltre sei milioni di confezioni vendute in Italia, per una spesa complessiva di circa 44 milioni di euro. Bastano questi numeri pubblicati da Federfarma a dimostrare l’enorme diffusione dei farmaci gastroprotettori e in particolare gli inibitori della pompa protonica (IPP).

Nonostante ciò, negli anni si sono diffusi timori per alcune segnalazioni di possibili associazioni con un aumentato rischio di eventi cardiovascolari, fratture ossee, infezioni polmonari, insufficienza renale e colite, con la sindrome di Alzheimer e lo sviluppo di tumori dello stomaco, del colon e del pancreas.

Angelo Zullo, vice presidente dell’AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi e Endoscopisti Digestivi Ospedalieri) e docente di Gastroenterologia Clinica presso la Scuola di Formazione per Medici di Medicina Generale di Roma spiega:

Questi dati hanno creato un comprensibile allarmismo non solo tra i pazienti, ma anche tra i medici di medicina generale, al punto che si è assistito ad un evidente decrescita della loro prescrizione, non raramente a scapito di pazienti che ne potevano beneficiare. In Italia infatti, già 10 anni fa il 30% dei soggetti che necessitavano di gastroprotezione non la ricevevano dal proprio medico di famiglia.”

La nuova review e la posizione dell’AIGO

Un recente articolo pubblicato su “Alimentary Pharmacology & Therapeutics” da Peter J Kahrilas della Feinberg School of Medicine at Northwestern University a Chicago, negli Stati Uniti, e colleghi, fa ora il punto delle evidenze in merito analizzando 42 revisioni sistematiche e metanalisi sulla sicurezza degli IPP.

Stando ai risultati dell’analisi, gli studi più completi hanno riportato associazioni statisticamente significative tra l’uso di IPP e diversi esiti, tra cui: fratture (per esempio, anca; RR = 1,20; N =2.103.800), malattie renali (per esempio, lesioni renali acute; RR = 1,61; N = 2.396.640), infezioni (per esempio, Clostridioides difficile; OR = 1,99; N = 356.683), tumori gastrici (OR = 2,50; N = 943.070) ed eventi gastrointestinali (per esempio, polipi ghiandolari fundici; OR = 2.46; n = 40.218). Non sono state concluse associazioni con tumori non gastrici o malattie neurologiche, con prove contrastanti per gli esiti cardiovascolari. Il livello di prova basata sul metodo GRADE era molto basso per la maggior parte degli esiti.

Secondo le conclusioni degli autori, occorrono ulteriori studi per comprendere il significato clinico e la probabilità di un nesso causale alla base di queste associazioni tra IPP ed esiti avversi.

All’uscita di questo studio ha fatto eco una nota dell’AIGO che sottolinea la necessità di un utilizzo dei gastroprotettori secondo le indicazioni e il dosaggio corretti, che rendono i vantaggi di gran lunga superiori ai potenziali effetti indesiderati.

In questo ha un ruolo cruciale la collaborazione dei pazienti, che devono associare all’eventuale uso degli IPP un corretto stile di vita che comprenda la limitazione del consumo di alcol, caffè e tabacco, associato all’impegno alla riduzione del peso corporeo, nonché alla cessazione assoluta del fai-da-te nell’assunzione di medicinali

Ultimo aggiornamento il 2 Novembre 2021 di: Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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