Herpes zoster, arriva in Italia un nuovo vaccino ricombinante adiuvato

virus herpes zosterL’Herpes zoster (HZ), il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio è una patologia causata dalla riattivazione del virus della varicella, caratterizzata da manifestazioni cutanee e in alcuni casi da dolore molto intenso. La patologia colpisce ogni anno in Italia circa 150mila persone, con una maggiore incidenza nelle fasce più anziane della popolazione e può causare una complicanza invalidante chiamata Nevralgia post-erpetica (NPE).

Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (PNPV) ha introdotto nel calendario vaccinale, oltre che nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la vaccinazione anti-HZ per i 65enni e per i soggetti a partire dai 50 anni di età con presenza di patologie quali diabete mellito, patologia cardiovascolare e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), oppure candidati al trattamento con terapia immunosoppressiva, tutti fattori che aumentano il rischio di sviluppare HZ o ne aggravano il quadro sintomatologico.

Il nuovo vaccino ricombinante adiuvato per l’Herpes zoster

Oltre al vaccino vivo attenuato già disponibile, è oggi possibile utilizzare il vaccino ricombinante adiuvato (RZV), sviluppato e formulato da GSK. Il nuov vaccino presenta dei vantaggi anche sotto il profilo dell’efficacia. Infatti l’efficacia del vaccino vivo decresce con l’età, passando dal 70% nei cinquantenni al 41% nei settantenni. L’efficacia del nuovo vaccino ricombinante adiuvato, valutata in persone a cui sono state somministrate due dosi a distanza di 2 mesi, è invece intorno al 97% nei cinquantenni e del 91% nelle persone ultrasettantenni. Tra i vantaggi anche la possibilità di usarlo in soggetti precedentemente vaccinati con il vaccino vivo attenuato, di co-somministrarlo con altri vaccini, la persistenza della protezione per diversi anni e l’efficacia contro la nevralgia post-erpetica.

Secondo Massimo Andreoni, professore ordinario di Malattie Infettive dell’Università Tor Vergata di Roma

Il nuovo vaccino ricombinante adiuvato è un passo avanti importantissimo in considerazione della sua elevata efficacia sia nel breve che nel lungo periodo, soprattutto per i soggetti over 65, visto che lo Zoster è una patologia assai frequente nella popolazione adulta e con gravi complicanze. Inoltre, il vaccino disponibile fino ad oggi era a virus vivo attenuato, non utilizzabile proprio laddove c’è maggiore necessità: nei pazienti immunodepressi che da oggi possono invece beneficiare di questa nuova opzione preventiva.

La minore efficienza del sistema immunitario rende gli anziani più esposti all’infezione e alle complicanze

Come ha ricordato Roberto Bernabei, Docente di Medicina interna e Geriatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Gli anziani sono un target favorito perché hanno un sistema immunitario compromesso o comunque meno efficiente. Su questa premessa si sviluppa l’Herpes Zoster e soprattutto la sua complicanza più seria, la Nevralgia post-erpetica spesso resistente alla terapia. Altre complicazioni come la localizzazione oftalmica, le sovrainfezioni batteriche o la paralisi dei nervi periferici fanno dell’Herpes Zoster un pericolo forte per la qualità della vita, resa dal virus miserevole. Motivi per cui è importante poter disporre di un nuovo vaccino efficace.

Il ruolo insostituibile del MMG per un’efficace prevenzione

Tommasa Maio, Segretario Nazionale Federazione Italiana Medici di Medicina Generale Continuità Assistenziale, evidenzia.

“I medici di medicina generale non potranno che essere in prima linea per la prevenzione dell’Herpes Zoster ancora di più grazie alla disponibilità di un vaccino innovativo che presenta caratteristiche perfette per l’utilizzo nel nostro setting. L’efficacia dei medici di medicina generale in ambito preventivo è ormai storicamente dimostrata. Il Covid ha reso ancora di più evidente questo ruolo: mentre i dipartimenti di prevenzione in molte regioni hanno sospeso all’insorgere della pandemia le attività di prevenzione vaccinale, i medici di medicina generale, nei loro 60.000 studi capillarmente distribuiti sul territorio, hanno continuato a fare counselling, educazione alla prevenzione delle malattie croniche, a somministrare vaccini agli adulti, attività culminata in autunno quando siamo riusciti a vaccinare in sicurezza oltre 11 milioni di Italiani per l’influenza in appena 10 settimane, nonostante si fosse in piena seconda ondata Covid e nonostante non fossimo stati vaccinati contro il Covid.

 

 

Ultimo aggiornamento il 10 Maggio 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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