Ipertensione, se la pressione sale di notte aumenta il rischio di demenza

Se la pressione arteriosa nelle ore notturne è significativamente più alta di quella misurata durante il giorno, ossia se si inverte il processo naturale per cui la pressione si abbassa durante il riposo notturno, cresce il rischio di sviluppare una forma di demenza, in particolare la malattia di Alzheimer. L’indicazione viene da uno studio svedese, pubblicato sulla rivista Hypertension, che ha monitorato due coorti di pazienti anziani. Un gruppo di 997 pazienti con un’età media di 71, dei quali il 35% in terapia con farmaci antipertensivi e un secondo gruppo di 611 pazienti con un’età media 77,6 anni (41% in terapia con farmaci antipertensivi).

Durante un periodo di osservazione fino a 24 anni si sono verificati 286 casi di demenza. Utilizzando una particolare proiezione statistica (regressione di Cox aggiornata nel tempo), l’abbassamento inverso della pressione sistolica (ossia una PA maggiore di notte rispetto al giorno) è risultato associato a un rischio maggiore di essere diagnosticati con qualsiasi demenza (HR aggiustato, 1,64 [IC 95%, 1,14– 2,34], P = 0,007) e malattia di Alzheimer (1,67 [1,01–2,76], P = 0,047) ma non demenza vascolare (1,29 [0,55–3,06], P = 0,559). Al contrario, la riduzione della pressione arteriosa sistolica notturna non era associata a un rischio maggiore demenza.

La clearence del cervello nelle ore notturne è disturbata dalla pressione alta

“La notte è un periodo critico per la salute del cervello – afferma Christian Benedict, Professore associato presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Uppsala, autore principale dello studio. – Diversi studi negli animali hanno dimostrato che il cervello elimina i prodotti di scarto durante il sonno e che questa clearance è compromessa da livelli di pressione sanguigna anormali.”

“I nostri risultati – scrivono gli autori dello studio – suggeriscono che l’inversione del calo della pressione arteriosa sistolica durante la notte può rappresentare un fattore di rischio indipendente per la demenza e il morbo di Alzheimer negli uomini anziani. Studi futuri dovrebbero verificare se le terapie che abbassano la pressione arteriosa sistolica notturna al di sotto dei livelli diurni, come la somministrazione di farmaci antipertensivi prima di coricarsi, possono ridurre in modo significativo lo sviluppo della demenza.”

Infine, i ricercatori precisano che questo studio è stato condotto solo su pazienti e quindi andrebbe replicato su una coorte di donne.

Ultimo aggiornamento il 21 Marzo 2021 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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