Long Covid-19, quali priorità assegnare alla ricerca clinica?

Il long Covid o sindrome post-Covid-19, ossia il persistere di una condizione patologica dopo la risoluzione di una forma acuta di Covid-19 è un tema che preoccupa gli esperti di salute pubblica. Una particolare attenzione va riservata si pazienti con malattia delle vie aeree preesistente al Covid-19, che sono a più alto rischio di sviluppare esiti gravi dell’infezione da SARS-CoV-2 e, secondo i dati attualmente disponibili, sembrano più soggetti a sviluppare nuove affezione delle vie aeree dopo la risoluzione del Covid.

La rivista The Lancet Respiratory Medicine ha lanciato una ricerca di consenso internazionale per individuare quali debbano essere le priorità della ricerca medica in questo ambito. L’obiettivo è comprendere meglio gli effetti a lungo termine del Covid-19 acuto, con particolare attenzione alle persone con malattie delle vie aeree preesistenti e di nuova insorgenza dopo il Covid-19.

Gli esperti ricordano che diversi sintomi persistenti, segnalati dopo Covid-19 acuto, sono presenti anche in pazienti con malattie croniche delle vie aeree.

In particolare:

  • fatica
  • affanno
  • disturbi dell’umore (ad esempio ansia, depressione)
  • disturbi cognitivi
  •  aumento del tasso di tromboembolia venosa

A questi si aggiungono altri sintomi generalmente non associati a malattie delle vie aeree, come per esempio sintomi di disfunzione autonomica, quale la sindrome da tachicardia ortostatica posturale.

Hanno partecipato alla consensus di Lancet 202 esperti internazionali che sono stati invitati a presentare un minimo di tre idee di ricerca. Dopo un processo di revisione interna in due fasi, 48 esperti hanno valutato un elenco finale di 98 argomenti, in base a cinque criteri predefiniti:

  • verificabilità dei dati,
  • fattibilità della ricerca,
  • tempistica contenuta,
  • effetto sulla riduzione degli oneri sanitari,
  • equità nell’inclusione dei pazienti.

I punteggi di valutazione dei progetti sono stati anche ponderati attraverso l’input di pazienti che hanno subito un ricovero in ospedale per Covid-19 in associazione con una malattia delle vie aeree preesistente o che avevano sviluppato una malattia delle vie aeree dopo Covid-19 acuto.

Il progetto di ricerca che ha ottenuto il punteggio più alto è l’indagine sulla relazione tra i punteggi prognostici al ricovero ospedaliero e la morbilità a 3 mesi e 12 mesi dopo la dimissione ospedaliera in pazienti con e senza malattie delle vie aeree preesistenti.

Un’alta priorità è stata assegnata anche a indagini su prevalenza e gravità dell’affaticamento post-Covid-19, della sarcopenia, dell’ansia, della depressione e del rischio di future complicanze cardiovascolari in pazienti con e senza malattie delle vie aeree preesistenti.

Gli autori commentano:

È probabile che la classificazione delle priorità di ricerca sia stata influenzata dall’attuale fase della pandemia e dallo stato della campagna di vaccinazione, nonché dalla base di conoscenze degli esperti e dei pazienti. Il coinvolgimento di un diverso gruppo di partecipanti (ad esempio, con esperienza in neurologia, psichiatria, malattie cardiovascolari o telemedicina) dovrebbe essere considerato in future consensus per la definizione delle priorità poiché aumenta la comprensione del carico e del complesso di sintomi del long Covid.”

Ultimo aggiornamento il 14 Settembre 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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