Morte cardiaca improvvisa, la funzionalità dei polmoni è un indicatore di rischio?

Uno studio presentato al recente congresso dell’European Respiratory Society (ERS 2021) mostra che una funzionalità dei polmoni ridotta, anche modesta, ma rilevabile con la spirometria, può indicare un rischio maggiore di morte cardiaca improvvisa. Lo studio, eseguito su un’ampia popolazione svedese, suggerisce che utilizzare la spirometria per esami di screening potrebbe fornire indicazioni utili anche per la prevenzione cardiovascolare.

Suneela Zaigham, ricercatrice presso il Dipartimento di scienze cliniche – Epidemiologia cardiovascolare dell’Università di Lund, in Svezia, che ha presentato la ricerca al congresso, ha detto:

Sebbene le morti cardiache improvvise non siano un evento raro, non sappiamo abbastanza su chi è a rischio nella popolazione generale. Esistono collegamenti tra la salute dei polmoni e quella del cuore, quindi abbiamo voluto indagare se differenze misurabili nella funzione polmonare potessero offrire indizi sul rischio di morte cardiaca improvvisa.”

Funzionalità dei polmoni nella mezza età e rischio di morte cardiaca improvvisa negli anni successivi

La ricerca è stata condotta su un gruppo di 28.584 persone di mezza età senza problemi cardiaci noti della città di Malmö, in Svezia. Alla partenza dello studio i partecipanti sono stati sotto posti a spirometria e, nei quarant’anni successivi, i ricercatori hanno rilevato tutti gli eventi cardiaci, fatali e non, di questa coorte.

L’analisi con modelli statistici, aggiustata per potenziali fattori di confondimento, ha indicato che una deviazione standard del FEV1 era associata a un incremento del 23% del rischio di morte cardiaca improvvisa (HR 1,23 IC 95%, 1,15 – 1,31) e a un piccolo, ma statisticamente significativo aumento dello 0.8% del rischio di eventi coronarici non fatali (HR 1,08 IC 95%, 1,04 – 1,13). Il rischio è lo stesso anche nelle persone che non hanno mai fumato.

Secondo Zaigham:

I nostri risultati suggeriscono che testare i polmoni delle persone nella mezza età e in buona salute potrebbe aiutare a individuare coloro che hanno un rischio maggiore di morte cardiaca improvvisa.”

Marc Humbert, presidente eletto dell’European Respiratory Society commenta:

Questo studio suggerisce un legame tra la salute dei polmoni e la morte cardiaca improvvisa. Mostra un rischio più elevato di eventi coronarici fatali rispetto a quelli non fatali anche nelle persone la cui funzione polmonare è moderatamente più bassa, ma può ancora rientrare in un intervallo normale. Questo è qualcosa che possiamo misurare abbastanza facilmente, il che significa che la funzione polmonare potrebbe essere utilizzata come uno strumento di screening.”

Ultimo aggiornamento il 13 Settembre 2021 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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