Oftalmologia, le nuove tecnologie e i bisogni dei pazienti

“Avremo delle vie di somministrazione di farmaci differenti dalle attuali, la tecnologia ci aiuterà moltissimo, soprattutto la nanotecnologia, con farmaci più efficaci anche a basso dosaggio, con azione più duratura e con una minore necessità di “compliance” da parte dei pazienti. La terapia chirurgica sarà sempre meno invasiva, più sicura e di rapida esecuzione.” Così Luca Rossetti, Presidente della Società Oftalmologica Lombarda ha sintetizzato le conclusioni del 75° Congresso della Società tenutosi in modalità virtuale lo scorso dicembre.

“La chirurgia robotica – aggiunge Rossetti -ci aiuterà progressivamente anche se, almeno ad oggi, sembra proprio che il ruolo dell’operatore umano si manterrà come elemento sostanziale.  Le macchine però ci assisteranno sempre di più e non è fantascienza parlare di chirurgie effettuate a distanza mediante “tecnologia 5G”.

Il futuro della professione

Il congresso della Società Oftalmologica Lombarda si tiene tutti gli anni e ha l’obiettivo di riunire ed informare gli oculisti della Regione Lombardia sugli argomenti di maggior interesse per questa disciplina. Quest’anno l’incontro è stato dedicato al futuro della professione, alla luce delle innovazioni tecnologiche.

“A proposito di diagnostica innovativa – spiega Rossetti –  si è parlato soprattutto di OCT (Ocular Coherence Tomography) tecnologia già fondamentale per ottenere immagini con elevata risoluzione sia del segmento anteriore sia della retina. Nuovi strumenti ci permetteranno in un futuro molto prossimo di ottenere immagini di qualità e definizione ancora migliore e capaci di esplorare tutti i distretti oculari. Questa tecnologia sempre di più ci aiuterà anche nella chirurgia dell’occhio consentendoci di eseguire interventi più precisi e sicuri.”

Telemedicina in Oftalmologia

“Telemedicina e intelligenza artificiale – aggiunge Rossetti –  non sono argomenti soltanto “di moda” ma anche con delle applicazioni pratiche già evidenti in oculistica. La diagnostica da remoto per alcune condizioni oculari è già a portata di mano ed è facile prevedere quanto grande possa diventare lo sviluppo di questo settore. Potremo continuare a svolgere la nostra professione anche con il paziente da remoto e periodi di difficoltà, come quello che stiamo vivendo attualmente ci fanno capire che a certi traguardi bisogna arrivarci molto presto”.

È notizia di questi giorni l’approvazione in Conferenza Stato-Regioni delle nuove linee guida sulla telemedicina, che ufficializza di fatto, le prestazioni sanitarie in telemedicina come opportunità offerte dal Servizio Sanitario Nazionale, quindi riconosciute, tariffate e rendicontate e sottoposte a ticket, ove possibile.

“La telemedicina purtroppo, viene utilizzata ancora poco, ma rappresenta un modello di cura alternativo, che può aiutare nell’aumentare l’accesso alle cure e quindi offrire un miglior trattamento ai pazienti. Ha affermato la dottoressa Stela Vujosevic, Responsabile Servizio Retina Medica dell’Ospedale San Giuseppe, IRCCS Multimedica, relatrice sul tema della Telemedicina al Congresso SOL.

«La telemedicina in oculistica – continua Stela Vujosevic – può essere utilizzata sia per lo screening di alcune patologie sia per selezionare i pazienti che effettivamente hanno bisogno di essere visitati dallo specialista o ancora per la consultazione e la supervisione da remoto; ad esempio, come lo screening della retinopatia diabetica.”

Lo screening della retinopatia diabetica

“Il paziente diabetico, illustra Stela Vujosevic, si reca per esempio presso il centro di diabetologia (oppure dal medico di base, o altre strutture) dove vengono eseguite delle fotografie del fondo oculare, che possono essere fatte dal personale sanitario, sia ortottista o infermiere, etc., con una procedura non invasiva. In seguito, queste fotografie del fondo oculare vengono salvate su piattaforma e inviate, attraverso la rete, ad un ‘centro di lettura delle immagini’ che può essere uno specialista o un centro che si occupa della valutazione di queste immagini, dove il personale appositamente istruito, effettua la valutazione di presenza di certi pattern di patologia e quindi riesce a fornire il grado di severità della retinopatia diabetica. In seguito alla diagnosi, il paziente si recherà dallo specialista per ulteriori approfondimenti e cure.

In questo modo, sottolinea Stela Vujosevic, si riducono le liste d’attesa per i pazienti con effettiva necessità di approfondimento diagnostico oppure del trattamento urgente. La telemedicina può essere impiegata in oftalmologia anche per la degenerazione maculare senile, nel glaucoma ed in altre patologie».

La voce del paziente

Nel corso del 75° Congresso SOL è intervenuto anche Massimo Ligustro, Presidente del Comitato Macula, come ‘voce del paziente’ che ha esposto quali sono le criticità del patient journey; in modo specifico, per la patologia della retinopatia diabetica, che, quando diagnosticata, necessita di tempi rapidi per gli esami di approfondimento e cure ancora più rapide, poiché se  la patologia  è presa in tempo, le cure consentono di non far perdere la vista e in certe condizioni, permettono al paziente anche il recupero della vista. La retinopatia diabetica è la prima causa di ipovisione e di cecità nei Paesi sviluppati ed è anche una cecità evitabile.

L’intervento di Massimo Ligustro, si può riassumere in 3 punti fondamentali: la prevenzione come mezzo principale per contrastare la patologia, centri specializzati sempre più diffusi nel territorio, affinché i pazienti abbiano centri di riferimento più vicini, per la cura con le iniezioni intravitreali e in ultimo, ma non meno importante, far sì che si possano adottare linee guida che mettano gli specialisti in condizione di poter eseguire le iniezioni intravitreali nelle così dette ‘clean room’, ovvero ambulatori sterili, adeguatamente approntati per eseguire piccoli interventi; ciò alleggerirebbe di parecchio le liste d’attesa per altre patologie che necessitano inevitabilmente della sala chirurgica.

SOL per i pazienti

Molto è stato l’impegno profuso da parte della SOL per fornire la migliore terapia farmacologica intravitreale possibile, ai pazienti affetti da patologie retiniche, quali ad esempio la maculopatia essudativa o la retinopatia diabetica. La collaborazione in corso con l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano si sta attualmente sviluppando, al fine di trovare una adeguata sinergia con la Regione Lombardia, affinché venga salvaguardata la salute visiva dei pazienti e la tutela professionale degli Oculisti lombardi, con l’utilizzo ottimale delle risorse economiche a disposizione.

Ultimo aggiornamento il 4 Gennaio 2021 di: Pierpaolo Benini

Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.

Back To Top