Prevenzione cardiovascolare, meglio ridurre i grassi o aumentare i vegetali?

Le più note strategie nutrizionali consigliate per tutelare la salute del cuore e prevenire eventi come infarto e ictus prevedono la riduzione dei grassi saturi e l’adozione di una dieta ad alto contenuto di frutta e verdura. Un nuovo studio su una popolazione di quasi 5.000 persone seguite per trent’anni ha confrontato questi due approcci, per stabilire quale sia il più efficace nella prevenzione cardiovascolare.

Il risultato, presentato al recente congresso Nutrition Live online 2021 dell’American Society of Nutrition, mostra che le strategie dietetiche mirate esclusivamente a ridurre i grassi saturi possono essere meno efficaci nel controllare il rischio CV rispetto alle raccomandazioni per una dieta basata principalmente su alimenti di derivazione vegetale.

Per ridurre il rischio cardiovascolare non basta consumare meno grassi saturi

Lo studio CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults) ha seguito dal 1985-86 al 2018 (32 anni), 4.887 uomini e donne, di età compresa tra 18 e 30 anni e senza malattie cardiovascolari alla partenza dello studio. Con questionari compilati negli anni 0, 7 e 20 dello studio è stata valutata la dieta dei partecipanti, con particolare riferimento al consumo di alimenti ad alto contenuto di grassi saturi e di alimenti di derivazione vegetale.

Durante il follow-up di 32 anni stati documentati 280 casi di malattia cardiovascolare (CVD), 135 di malattia coronarica (CHD) e 92 ictus.

Dopo gli opportuni aggiustamenti per fattori come età, sesso, etnia, grado di istruzione, apporto energetico, attività fisica, fumo e familiarità per malattie CV, gli autori hanno trovato che sia una dieta basata su alimenti di origine vegetale, sia una dieta a basso contenuto di grassi saturi sono associate a livelli più bassi di colesterolo LDL. Tuttavia, solo una dieta basata su alimenti di origine vegetale in questo studio è risultata associata a una modificazione significativa del rischio di malattia cardiovascolare a lungo termine.

Un approccio olistico alla dieta

Il significato di questo tipo di indagine è indicato da Yuni Choi del team dell’Università del Minnesota (Usa), che ha presentato la ricerca:

I nostri risultati mostrano che è importante vedere la qualità della dieta da una prospettiva olistica. Prendere di mira solo singoli nutrienti come il grasso totale o saturo non tiene conto dei grassi che si trovano anche nei cibi sani a base vegetale come avocado, olio extra vergine di oliva, noci e cioccolato fondente, alimenti che hanno anche proprietà cardioprotettive e profili nutrizionali complessi”.

“Sulla base del nostro studio – aggiunge Choi – suggeriamo che le persone includano nella loro alimentazione abituale alimenti vegetali più ricchi dal punto di vista nutrizionale. Un modo per farlo è riempire il 70% della borsa della spesa con alimenti come verdure, frutta, cereali integrali, noci, legumi, caffè e tè”.

Ultimo aggiornamento il 14 Giugno 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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