Scompenso cardiaco, le nuove linee guida europee

Nel corso dell’ESC 2021, congresso della Società europea di cardiologia, sono state presentate le nuove linee guida per la diagnosi e il trattamento dello scompenso cardiaco acuto e cronico. Il documento, pubblicato sull’European Heart Journal, è stato messo a punto da una task force internazionale, che per la prima volta include anche rappresentanti dei pazienti.

La patologia. L’insufficienza cardiaca si verifica quando il cuore non è in grado di fornire una quantità di sangue ossigenato sufficiente a soddisfare le richieste dell’organismo. L’insufficienza cardiaca è classificata in base alla frazione di eiezione (EF), ossia la percentuale di sangue pompata dal cuore ad ogni battito. Nell’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta il cuore non si contrae in modo efficace ed emette una quantità insufficiente di sangue. Nell’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata il cuore non si rilassa normalmente dopo la contrazione e il ventricolo non si riempie abbastanza di sangue. L’insufficienza cardiaca acuta è una condizione pericolosa per la vita che richiede una valutazione e un trattamento urgenti; può essere la prima manifestazione di scompenso cardiaco (nuova insorgenza) o, più frequentemente, è dovuto ad un peggioramento acuto dello scompenso cardiaco cronico.

Epidemiologia. L’insufficienza cardiaca colpisce circa il 2% della popolazione adulta a livello globale. La prevalenza aumenta con l’età, dall’1% nei soggetti con meno di 55 anni a oltre il 10% nelle persone di età pari o superiore a 70 anni. Nei paesi a medio e alto reddito le cause più comuni sono la malattia coronarica e l’ipertensione. I pazienti con insufficienza cardiaca hanno una prognosi infausta e una qualità della vita notevolmente ridotta.

Diagnosi. I sintomi dello scompenso al primo stadio possono essere lievi, come per esempio affanno solo sotto sforzo. Con il progredire della malattia possono manifestarsi dispnea anche a riposo, tosse, astenia, edema degli arti inferiori, perdita di appetito, confusione. Quando vi è il sospetto di insufficienza cardiaca cronica le linee guida raccomandano il dosaggio dei peptidi natriuretici. Livelli normali corrispondono a una bassa probabilità di scompenso, livelli alti richiedono ulteriori approfondimenti. Dopo la diagnosi, i pazienti vengono ricoverati in ospedale in media una volta all’anno e più della metà ha un’aspettativa di vita che non supera i cinque anni.

Trattamento farmacologico. Per l’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta, ci sono diversi trattamenti farmacologici che migliorano la sopravvivenza: ACE-inibitori, ARNI-inibitori, beta-bloccanti e antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi (MRA). Inoltre, le linee guida raccomandano una nuova classe di farmaci, gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio-2 (SGLT2), chiamati anche gliflozine, utilizzati nel diabete di tipo 2, poiché riducono il rischio di morte cardiovascolare e/o l’incidenza di ricoveri per insufficienza cardiaca quando aggiunti al trattamento standard. Alcuni pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta possono anche beneficiare di dispositivi come defibrillatori e pacemaker per terapia di resincronizzazione cardiaca. Le linee guida affermano che finora nessun trattamento ha dimostrato di ridurre la mortalità e la morbilità nei pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata.

Esercizio fisico e riabilitazione. Un programma di esercizio fisico, supervisionato dal medico e programmato in base allo stato di salute, è in grado di migliorare la qualità della vita e ridurre la frequenza dei ricoveri ospedalieri dei pazienti con cardiopatie croniche.

Secondo Theresa McDonagh del King’s College Hospital, Londra, Regno Unito, coordinatrice della task force delle linee guida:

La stragrande maggioranza dei trattamenti farmacologici che migliorano la sopravvivenza e riducono i ricoveri hanno anche effetti benefici sulla qualità della vita e sui sintomi. Ci sono alcuni interventi che non impattano sulla sopravvivenza, ma migliorano la qualità della vita e la sintomatologia, ad esempio la riabilitazione fisica, che dovrebbero essere consigliati anche ai pazienti con insufficienza cardiaca cronica”.

Gestione dei pazienti. Le linee guida raccomandano una gestione multidisciplinare dei pazienti con scompenso cardiaco. Inoltre, i pazienti con insufficienza cardiaca dovrebbero essere invitati a partecipare attivamente alla gestione della loro condizione. Il paziente deve essere incoraggiato ad adottare uno stile di vita sano, facendo attività fisica, evitando l’eccessiva assunzione di sale, controllando il peso corporeo sano, evitando il consumo eccessivo di alcol e smettendo di fumare. È anche importante evitare di bere grandi quantità di liquidi, riconoscere i problemi del sonno, monitorare i cambiamenti dei sintomi e sapere quando contattare il medico.

Rischio di infezione e comorbilità. I pazienti con insufficienza cardiaca sono a maggior rischio di infezioni, che possono peggiorare i sintomi ed essere un fattore scatenante per l’insufficienza cardiaca acuta. Le linee guida affermano che la vaccinazione contro l’influenza, lo pneumococco e il COVID-19 dovrebbero essere prese in considerazione nei pazienti con insufficienza cardiaca. Vengono fornite anche raccomandazioni su come gestire i pazienti con insufficienza cardiaca che hanno condizioni coesistenti come la fibrillazione atriale e la cardiopatia valvolare.

Marco Metra dell’Università di Brescia presidente della task force delle linee guida riassume:

È fondamentale trattare le cause alla base dello scompenso cardiaco e delle sue comorbilità. Un trattamento adeguato dell’ipertensione, del diabete e della malattia coronarica può prevenire lo sviluppo di insufficienza cardiaca. Fibrillazione atriale, cardiopatia valvolare, diabete, malattia renale cronica, carenza di ferro e altre comorbilità spesso coesistono con lo scompenso cardiaco e l’adozione di trattamenti specifici può avere un impatto importante sul decorso clinico dei nostri pazienti.”

 

Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2021 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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