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Terapie digitali, quando il software diventa la cura

“Spero che in un paio di anni si possa arrivare ad una condizione come in Germania, dove un medico può prescrivere una terapia digitale estrapolata da un elenco certificato e rimborsata dal sistema sanitario.” Lo ha affermato Roberto Ascione, Chairman di Frontiers Health uno dei principali eventi a livello mondiale dedicato all’innovazione in ambito sanitario, farmaceutico e digitale, che si è è tenuto in modalità ibrida, l’11 e il 12 novembre a Milano.

Digital Therapeutics, le nuove terapie basate su programmi informatici

Ascione, che è anche CEO di Helthware Group l’organizzazione globale che ha promosso l’evento, spiega cosa sono i Digital Therapeutics (DTx):

I DTx sono degli interventi software che possono sussistere da soli, (solo software) o insieme ad un farmaco, (software più farmaco) che hanno un effetto terapeutico. Sono diversi dall’app che spiega una patologia, diversi da un diario clinico, diversi da un supporto digitale al paziente. La caratteristica specifica è che devono avere un effetto terapeutico e che quest’ultimo sia stato scientificamente validato.

“Ne esistono di vario tipo – continua Ascione: alcune in forma di app, altre per la terapia del dolore con la realtà virtuale.  Bisogna tenere conto che non sono farmaci chimici ma software, possono avere effetti collaterali diversi sostanzialmente da quelli farmacologici e anche l’evidenza scientifica che viene prodotta dovrà tenere conto del fatto che sono software. Eloquente un confronto con la sperimentazione di una molecola che non varia nel corso de tempo a differenza del software che ha diverse versioni che si susseguono nel tempo. Le DTx sono strumenti innovativi importanti, che richiedono l’innovazione anche nei processi e nelle competenze. Potrà essere necessario un prontuario per le DTx progettato ad hoc”.

Frontiers Health è diventato una piattaforma strategica capace di generare opportunità, potenziare il networking e produrre conoscenza. Prosegue Ascione:

Mai come oggi l’innovazione digitale sta svolgendo un ruolo fondamentale che andrà ben oltre la conclusione della pandemia. Grazie all’ingegnosità dei ricercatori, alle startup, con il supporto del venture capital e del mondo aziendale, stiamo ridefinendo la prevenzione, le terapie e l’assistenza sanitaria alla luce della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale. Tutto ciò ci offrirà un futuro della salute più equo, accessibile e umanizzato grazie ad un più efficiente rapporto tra medici e pazienti entrambi supportati dalle tecnologie”.

La situazione delle Digital Therapeutics in Italia

Il panel Digital health Made in Italy, presente alla manifestazione ha permesso di fare il punto sulle iniziative nel mondo della Digital Health nel nostro Paese. Spiega Ascione:

Tra le molte realtà in questo ambito che sono state presentate, una ha un particolare rilievo: Tech2Doc, piattaforma di formazione ed informazione di Fondazione ENPAM, che noi supportiamo dal punto di vista strategico. Inoltre, abbiamo promosso il ‘Libro bianco sulle Digital Therapeutics’ edito da Tecniche Nuove, avendo contribuito insieme a Fadoi e a Fondazione Smithkline alla sua realizzazione. Un testo, disponibile anche in lingua inglese, che mira a creare una piattaforma condivisa di consenso attorno a queste tecnologie innovative. Un tentativo di colmare il gap che vede molti Stati, come Germania, Francia, Inghilterra e Stati Uniti essere molto avanti rispetto a noi, sull’utilizzo di queste tecnologie. Sulla base di questa intenzione si è iniziato un lavoro di adattamento potenziale della legge tedesca alla realtà italiana, per promuovere una legge in Italia, sulla falsa riga di quella tedesca così come sta già facendo la Francia, ed auspicare la realizzazione di una piattaforma europea per le DTx.  Tutto ciò è importante per creare quel framework normativo che dia la possibilità di accesso ai pazienti, dove, a tutto ciò si deve aggiungere la formazione sui medici e sui pazienti.”

Ultima revisione: 1 Febbraio 2022 – Pierpaolo Benini

Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.