Vaccino anti-Covid: protezione anche dalla singola dose

vaccino anticovidI dati dello studio inglese VIVALDI su anziani istituzionalizzati hanno evidenziato i vantaggi in termini di rischio di contagio, ma non si può prescindere dalle misure non farmacologiche

La vaccinazione a dose singola con i vaccini a mRNA di Pfizer-Biontech e a vettore virale non replicante di AstraZeneca fornisce una protezione sostanziale contro l’infezione negli adulti anziani a partire da 4-7 settimane dopo la vaccinazione e potrebbe ridurre la trasmissione della SARS-CoV-2. Tuttavia, il rischio di infezione non viene eliminato, evidenziando la continua necessità di interventi non farmacologici per prevenire la trasmissione nelle strutture di assistenza a lungo termine. È questa la conclusione dello studio VIVALDI, pubblicato sulla rivista “The Lancet-Infectious Diseases” da Laura Shallcross e colleghi dello University College di Londra.

Si tratta di uno studio di coorte prospettico che, a partire dal giugno 2020, ha analizzato la trasmissione di SARS-CoV-2, i risultati dell’infezione e l’immunità nei residenti e nel personale delle strutture inglesi che forniscono assistenza residenziale o infermieristica agli adulti di età pari o superiore a 65 anni.

I soggetti considerati sono stati sottoposti, in assenza di sintomi, a test di routine per SARS-CoV-2 tra l’8 dicembre 2020 (la data in cui il vaccino è stato distribuito per la prima volta in una struttura di assistenza a lungo termine) e il 15 marzo 2021. Complessivamente, l’analisi ha riguardato 10.412 soggetti, di cui 7247 erano donne, di età mediana di 86 anni, residenti in 310 case di cura; 1155 avevano prove di una precedente infezione da SARS-CoV-2 e 9160 hanno ricevuto almeno una dose di vaccino (per il 67% AstraZeneca e per il restante 33% Pfizer-Biontech).

Tra l’8 dicembre 2020 e il 15 marzo 2021, sono emerse 1335 infezioni, 713 nei non vaccinati e 612 nei vaccinati. A partire da quattro settimane dalla prima dose, l’hazard ratio aggiustato (HR) per l’infezione dei vaccinati rispetto ai non vaccinati era 0,44 tra 28 e 34 giorni e 0,38 a tra 35 e 48 giorni. Effetti simili sono stati visti per i vaccini AstraZeneca (HR: 0,32) e Pfizer-Biontech (HR: 0,35) a 35-48 giorni.

I valori medi di  PCR cycle threshold un parametro semi-quantitativo che esprime la quantità di materiale genetico virale nei campioni, erano più alti per le infezioni verificatesi almeno 28 giorni dopo la vaccinazione rispetto a quelle verificatesi prima della vaccinazione (31,3 in 107 test PCR-positivi vs. 26,6 in 552 test PCR-positivi; p<0,0001).

Ultimo aggiornamento il 8 Novembre 2021 di: Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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