Zuccheri in eccesso, i danni cominciano nell’adolescenza

Uno studio sperimentale, pubblicato sulla rivista Frontiers in Neuroscience ha verificato gli effetti a lungo termine del consumo eccessivo di zuccheri con l’alimentazione. È emerso che assumere zuccheri in eccesso in età adolescenziale potrebbe favorire obesità, iperattività e deficit cognitivi in età adulta.

Servendosi di un modello murino validato i ricercatori hanno trovato che una dieta con zuccheri in eccesso a lungo termine provoca nei topi una risposta iperlocomotoria agli stimoli e alterazioni della memoria sia episodica che spaziale. Come spiega Selena Bartlett, professoressa di Neuroscienze della Queensland University of Technology (Australia):

Il nostro studio ha rilevato che il consumo di zuccheri a lungo termine (un periodo di 12 settimane con i topi che hanno iniziato la sperimentazione a cinque settimane di età) a un livello che aumenta significativamente il peso corporeo, provoca una stimolazione anormale ed eccessiva del sistema nervoso in risposta a nuovi stimoli, inoltre altera la memoria episodica e spaziale, con caratteristiche simili a quelle riportate nei disturbi da deficit di attenzione e iperattività.”

Nei paesi occidentali il consumo medio di zuccheri è quattro volte quello raccomandato

“Bisognerebbe fare studi in questo senso anche sull’uomo – aggiunge Bartlett – ma questi risultati suggeriscono che il consumo eccessivo di zuccheri, che spesso inizia in giovane età, a lungo termine possa aumentare il rischio di sviluppare iperattività persistente e deficit neurocognitivi in età adulta. ”

Una dato particolarmente significativo se si considera che nei paesi dove prevale la dieta occidentale (Western Diet) il consumo giornaliero di zuccheri è mediamente 100 g, ossia quattro volte quello raccomandato dall’OMS , che è di 25 g al giorno.

Si può sviluppare una dipendenza da zuccheri

Diverse ricerche hanno rilevato una sovrapposizione nei circuiti cerebrali e nelle vie di segnalazione molecolare coinvolte nel consumo di zucchero con quelle attive nell’abuso di droghe, tanto che si è parlato di “dipendenza da zucchero”. Come ricorda Bartlett:

Le persone consumano zuccheri e cibo per regolare l’equilibrio energetico, ma anche per piacere e comfort. Questo desiderio edonistico di cibo appetibile è guidato dal meccanismo della ricompensa e l’eccesso di cibo può tendere ad annullare la nostra capacità di controllo”

Infine, gli autori dello studio sottolineano che nel corso del test riducendo di quattro volte l’assunzione giornaliera di saccarosio non c’è stato l’aumento di peso indotto dagli zuccheri, quindi “attenersi alle quantità di zuccheri raccomandate dall’OMS sarebbe una misura efficace per contrastare il sovrappeso limitare le altre conseguenze negative, tra cui iperattività e deterioramento cognitivo”.

Ultimo aggiornamento il 14 Giugno 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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