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CliniHome, l’app che mette in comunicazione medici e famiglie di bambini oncoematologici

La tecnologia aiuta. E a maggior ragione può aiutare nella relazione medico e paziente, quando i pazienti sono i bambini che soffrono di patologie onco-ematologiche. Questo è il caso di CliniHome applicazione in uso in via sperimentale da marzo 2022 all’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Rodolico – San Marco di Catania.

L’obiettivo del progetto CliniHome è rendere più facile, accessibile e veloce il dialogo tra i genitori di bimbi oncologici e i medici dell’AOUP. Questo strumento è stato studiato e progettato dall’equipe di medici dell’UOC per le famiglie dei bambini seguiti presso il Centro, di cui, quanto più possibile e dove possibile, si cerca la deospedalizzazione.

L’app CliniHome ha vinto la quarta Edizione italiana del Premio Patients’ Digital Health Awards, curato dalla Digital Health Academy con il supporto non condizionante della Fondazione MSD e la partecipazione attiva di un ampio network di associazioni di pazienti. CliniHome ha prevalso su ben 42 progetti che sono stati candidati al Premio e su ulteriori due finalisti. La giuria, presieduta da Antonietta Pannella (Gruppo Healthware) e Cristina Cenci, vice presidente (Digital Health Academy) ha coinvolto 40 Associazioni di pazienti, che coprono diverse aree di patologia.

Cristina Cenci, partner Digital Health Academy, ha dichiarato:

CliniHome è stato scelto dalle associazioni dei pazienti, non tanto per le sue caratteristiche tecnologiche, -ma perché declina l’innovazione nel suo senso più autentico, cioè quello di cambiare e migliorare la vita quotidiana delle persone in cura, in questo caso, delle famiglie di bambini con tumori ematologici”.

Come funziona CliniHome

Giovanna Russo, docente di Pediatria all’Università di Catania e Direttore dell’UOC di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Rodolico – San Marco di Catania, ideatrice dell’applicazione CliniHome, racconta:

Capita spesso che da parte delle famiglie, ci sia la necessità di comunicare con il medico curante. Le famiglie chiamano per chiarimenti, per avventi avversi che possono succedere, per segnalare un evento o anche spostare un appuntamento. Fino ad ora, queste comunicazioni famiglia-medico curante venivano gestite in maniera tradizionale con il telefono con tutte le difficoltà frustranti del caso, sia per le famiglie sia per il medico che, a volte, si trovava nelle condizioni di non poter rispondere, non sapendo se, quella chiamata fosse un’urgenza o altro. Da qui è nata l’esigenza di regolamentare la comunicazione famiglia-medico curante ed è così che ha preso forma il progetto CliniHome: dispositivo medico che mette in contatto, in modo sicuro e affidabile e nel rispetto del GDPR, la famiglia con il centro ospedaliero ed i medici curanti.

“La piattaforma CliniHome  – aggiunge Russo – è strutturata in modo che la famiglia del piccolo paziente possa inviare una notifica che viene ricevuta e vista da tutti i medici di riferimento del Centro, ma solo uno di noi la prende in carico. L’app ha al suo interno degli algoritmi preposti al gestire in parte in modo automatizzato ed in parte no, le varie richieste incoming.  Ad esempio le risposte automatizzate, considerate di bassa urgenza sono riferite alle richieste di spostamento dell’appuntamento o a richieste di referti. Sono considerate di livello urgente invece le segnalazioni di problemi, eventi avversi o la richiesta di un contatto telefonico. L’app è collegata anche alla cartella clinica informatizzata e dall’app siamo in grado di vedere la storia clinica del bambino, possiamo inviare referti contenuti nella cartella clinica, ed è disponibile anche un’agenda sincronizzata con entrambe le piattaforme”.

Cosa pensano i medici dell’app?

“Il sentiment è molto positivo,- riferisce Russo, – poiché l’app permette di sentirci tempestivi, efficienti ed organizzati. Quindi anche il nostro tempo viene ad essere meglio organizzato, sia quello lavorativo sia quello libero. Il progetto CliniHome è stato pensato ed è partito nella sua progettazione, prima del periodo Covid-19 ed è stato realizzato grazie ad un finanziamento dell’Assessorato regionale alla Salute retto da Ruggero Razza, con fondi PSN 2016. In seguito alla fase di test, appena conclusasi e che ha viste coinvolte circa una ventina di famiglie, entreremo a ‘regime’ subito dopo le vacanze estive e l’app rimarrà “a sistema”.

Ultima revisione: 28 Luglio 2022 – Alessandro Visca

Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.