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Rinosinusite cronica, nuova indicazione per omalizumab

Sintomi cronici come ostruzione nasale, congestione e mancanza dell’olfatto, spesso accompagnati da disturbi come l’insonnia o la difficoltà di concentrazione, o da vere e proprie comorbilità come la cefalea o l’asma. Sono quelli che spesso descrivono al medico i pazienti con rinosinusite cronica con poliposi nasale non adeguatamente controllata. Da oggi per tutti questi soggetti c’è un’opzione terapeutica in più, grazie alla disponibilità anche nel nostro paese per questa indicazione di omalizumab, già approvato e rimborsato per il trattamento dell’asma grave allergico e dell’orticaria cronica spontanea.

Simona Barbaglia, presidente dell’associazione nazionale pazienti Respiriamo Insieme APS, sottolinea:

convivere con la poliposi nasale non è affatto facile: non soltanto perché stravolge la vita quotidiana di chi ne è affetto, ma anche per l’impatto fortemente negativo dal punto di vista psicologico. Nonostante non se ne parli ancora spesso, è comunque una patologia molto diffusa: ne soffre un italiano su 25. Nelle sue forme più severe rende necessario sottoporsi a cicli di terapia con corticosteroidi sistemici per dare sollievo dai sintomi e/o ad interventi chirurgici per la rimozione dei polipi nasali: purtroppo, però, sono opzioni che in molti casi risolvono solo temporaneamente il problema. Non è raro, quindi, che i pazienti più gravi, se non adeguatamente informati e accompagnati ad adeguati percorsi di cura, gettino la spugna, rinunciando a curarsi per mancanza di soluzioni durature.”

A caratterizzare la poliposi poliposi nasale è la costante infiammazione della mucosa, classificata come infiammazione di tipo 2 mediata dalle immunoglobuline E. Lo standard terapeutico è basato sulla somministrazione topica di corticosteroidi intranasali, che spesso però non garantiscono un controllo adeguato dei sintomi.

Poliposi nasale: un percorso di cura lungo e complesso

Giorgio Walter Canonica, docente di Medicina respiratoria presso la Humanitas University di Milano e responsabile del Centro di Medicina personalizzata Asma e Allergologia dell’Istituto Clinico Humanitas, spiega:

il percorso di cura di un paziente con poliposi nasale può essere molto lungo e complesso con ritardi che riguardano sia la diagnosi sia l’accesso alle terapie. Un percorso diagnostico-terapeutico personalizzato basato sulla multidisciplinarietà e la medicina di precisione permettono di fornire più tempestivamente una diagnosi corretta e consentono al team di specialisti di scegliere la terapia innovativa più efficace, in grado di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti. Uno step fondamentale nella scelta del trattamento è la fenotipizzazione del paziente, che serve a indagare il tipo di infiammazione e gli attori molecolari coinvolti all’origine della formazione dei polipi”.

Negli ultimi dieci anni circa si è aperta una nuova opportunità terapeutica con la disponibilità dei farmaci biologici.

i farmaci biologici hanno migliorato la gestione dell’asma non ben controllata: proprio per la presenza di meccanismi immunologici simili alla poliposi nasale, possono essere efficaci anche per questo problema”, ha aggiunto Canonica. “Essi interagiscono con i meccanismi che sono alla base delle due malattie e sono in grado di cambiare la qualità di vita dei pazienti, migliorando significativamente i sintomi”.

L’approvazione di omalizumab “per gli adulti con rinosinusite cronica grave con polipi nasali non adeguatamente controllati dai corticosteroidi intranasali” si basa sui risultati di efficacia, sicurezza e mantenimento degli effetti a lungo termine emersi negli studi di fase III POLYP 1 e 2 (24 settimane di trattamento) e nello studio Open Label Extention (52 settimane di trattamento).

Dimensione dei polipi e qualità di vita determinano il grado di severità

Paolo Castelnuovo, professore ordinario di Otorinolaringoiatria presso l’Università dell’Insubria di Varese e direttore della SC di Otorinolaringoiatria, Asst dei 7 Laghi, Ospedale di Circolo Fondazione Macchi di Varese, conclude:

omalizumab ha dimostrato di ridurre in modo significativo, oltre alla congestione nasale, la dimensione e l’estensione dei polipi, migliorando così l’olfatto, la qualità del sonno e la rinorrea anteriore. I benefici sono tangibili sulla qualità di vita dei pazienti che vedono ridursi le possibili situazioni di imbarazzo e di disagio che possono essere causate da questi sintomi. Proprio la dimensione dei polipi e la qualità di vita del paziente sono i criteri che determinano il grado di severità della patologia e, quindi, la prescrivibilità del nuovo farmaco. Omalizumab è, infatti, approvato per gli adulti con rinosinusite cronica grave con polipi nasali non adeguatamente controllati dai corticosteroidi intranasali ed è rimborsato in Italia per il trattamento di pazienti adulti con CRSwNP grave (valutata tramite uno score NPS ≥ 5 oppure un punteggio SNOT-22 ≥ 50), per i quali la terapia con corticosteroidi sistemici e/o la chirurgia non forniscono un controllo adeguato della malattia, in aggiunta alla terapia di background con corticosteroidi intranasali”.

Ultima revisione: 12 Novembre 2022 – Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico