Rischio cardiovascolare dopo la menopausa, donne ancora poco consapevoli

Le donne italiane sono poco consapevoli dei maggiori rischi cardiovascolari dopo la menopausa. Lo confermano i risultati della recente survey nazionale CARIN WOMEN (Cardiovascular Risk Awareness of Italian Women). L’indagine, che ha coinvolto a 5.590 donne, è stata svolta tra febbraio 2020 e novembre 2021, per iniziativa dell’ARCA (Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali). I risultati, presentati all’inizio di febbraio a Venezia nel corso  primo congresso dedicato alla Medicina di Genere promosso da ARCA , con il contributo non condizionante di Adamed, hanno evidenziato come solo una minoranza di donne delle differenze di genere nel rischio CV.

L’indagine rivela, infatti, che solo il 15% delle intervistate è consapevole come dopo la menopausa il rischio cardiovascolare sia maggiore nel sesso femminile rispetto al sesso maschile, e ben il 27% pensa che il rischio sia inferiore. Per quanto riguarda la prevenzione il 20% delle donne dichiara di riuscire a svolgere regolarmente attività fisica, sebbene la maggior parte riconosca che serva a ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.

Riguardo le abitudini alimentari, la maggior parte delle intervistate ha dichiarato di consumare frutta e verdura 1-2 volte al giorno invece delle 5 consigliate. Le donne indicano che le maggiori difficoltà nel seguire corretti stili di vita per la prevenzione delle malattie cardiovascolari sono: avere corrette abitudini alimentari (33%), praticare attività fisica regolare (28%), abbandonare il fumo (15%).

Giovanni Battista Zito, presidente di ARCA, commenta:

Questi dati dimostrano come sia necessaria una maggiore informazione sui benefici di un’attività fisica regolare e sulla promozione di counselling per la disassuefazione da fumo di sigaretta. Come società scientifica desideriamo contribuire a colmare il gap della conoscenza, aumentare la consapevolezza delle malattie cardiovascolari nelle donne, definire target ed obiettivi ben consolidati, rafforzare i sistemi sanitari e coinvolgere gli operatori sanitari potenziandone le conoscenze.”

L’obiettivo di ridurre entro 2030 l’incidenza delle malattie cardiovascolari nelle donne

I cardiologi dell’ARCA hanno deciso di proporre un percorso formativo congressuale sulla medicina di genere, con l’obiettivo di rinnovarlo annualmente. In questo primo evento sono stati approfonditi il concetto di genere in cardiologia, le differenze anatomo-funzionali tra donna e uomo, i meccanismi atero-trombotici e gli aspetti metabolici alla base del rischio cardiovascolare nella donna, la terapia ormonale, la gravidanza e il trattamento in presenza di una cardiopatia.

Un particolare riferimento è stato fatto anche al documento di consenso redatto da The Lancet Women and Cardiovascular disease Commission, e presentato a maggio 2021 all’American College of Cardiology.

Il documento pone l’obiettivo di ridurre entro il 2030 l’incidenza a livello globale delle malattie cardiovascolari nella popolazione femminile, che a tutt’oggi rappresentano la prima causa di mortalità per le donne. Solo nel 2019 a 275 milioni di donne è stata diagnosticata una malattia cardiovascolare nel mondo, e di queste 9 milioni sono decedute per questa causa.

Ultima revisione: 24 Febbraio 2022 – Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.