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Fumo, screening polmonare e supporto per smettere con il programma RISP

Uomo o donna, di età compresa tra 55 e i 75 anni, forte fumatore attuale oppure da meno di 15 anni.  Sono queste le caratteristiche richieste per essere arruolati nella Rete Italiana di Screening Polmonare (RISP). Si tratta del primo progetto di questo tipo nel nostro Paese e coinvolge 18 centri sparsi sul territorio nazionale, coordinati dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

I due capisaldi del programma sono l’esecuzione di una TAC spirale a basso dosaggio, la metodica considerata il gold standard per la diagnosi precoce del tumore del polmone, e la somministrazione di citisina, per disabituare i soggetti al fumo di sigaretta.

Esami con dose minima di radiazioni e supporto dell’intelligenza artificiale

Nicola Sverzellati, direttore dell’UO di Scienze Radiologiche AOU di Parma e Professore Ordinario presso il dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Parma, ha spiegato

utilizziamo apparecchiature di ultima generazione che presentano un’elevata rapidità di esecuzione e, aspetto ancora più importante, l’esposizione a una dose minima di radiazioni, senza compromissione della qualità delle immagini; i risultati della TAC vengono poi analizzati con il supporto dell’intelligenza artificiale, che ci permette di ridurre i falsi positivi e, di conseguenza, gli interventi chirurgici per patologie benigne”.

Farmaco antifumo riservato ai partecipanti allo studio

Finora disponibile solo in formulazione galenica e da oggi in compresse preparate ad hoc per la somministrazioni in esclusiva ai partecipanti allo studio, la citisina è un farmaco antifumo che presenta diversi vantaggi. Roberto Boffi, Responsabile della Pneumologia e del Centro Antifumo dell’INT, ha commentato in proposito:

il suo principio attivo è ben tollerato, pressoché privo di effetti collaterali e, a differenza della nicotina, non crea dipendenza; lo schema posologico prevede una terapia di 40 giorni, con lo stop fumo previsto tra l’8° e il 14° giorno, suddivisa in più assunzioni giornaliere a causa dell’emivita breve del principio attivo. Questo suo limite però può essere anche la sua carta vincente perché sostituisce la ritualità della sigaretta”.

Hanno già aderito al progetto 15mila volontari

Il progetto RISP ha coinvolto finora 15 mila volontari già registrati nel database nazionale: di questi, oltre 7.000 sono risultati eleggibili e 4.560 hanno già eseguito la TAC. Per i restanti, l’esame è previsto entro l’estate. Si tratta di uno strumento importante per arginare quella che sembra a tutti gli effetti un’epidemia; gli italiani, soprattutto i giovani, continuano a fumare.

I dati raccolti nell’ambito del progetto PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) e PASSI d’Argento mostrano che quasi un quarto dei nostri connazionali nella fasci di età tra 18 e 69 anni fuma, e di essi il 22% più di un pacchetto di sigarette al giorno.

Ugo Pastorino, Direttore della SC di Chirurgia toracica e coordinatore del programma RISP, ha spiegato:

l’obiettivo è quello di dimostrare che è possibile ridurre la mortalità del tumore al polmone nei forti fumatori ad alto rischio grazie allo screening con tomografia computerizzata a basso dosaggio per una diagnosi precoce e con un percorso di disassuefazione dal fumo che comprenda anche la somministrazione del farmaco citisina; se i dati che otterremo ci confermeranno le nostre ipotesi, il prossimo step sarà quello di stimolare le Istituzioni a inserire questo approccio nei Livelli essenziali di assistenza, rendendo quindi rimborsabili con il Servizio Sanitario Nazionale sia la TAC a basso dosaggio sia i farmaci antifumo a scopo preventivo per coloro che sono ad alto rischio”.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico