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Menopausa e disfunzioni tiroidee, le linee guida di un approccio corretto

Disturbi dell’umore, aumento della sudorazione, disturbi del sonno, irregolarità mestruali, perdita di capelli. Sono tutti sintomi associabili alla menopausa, che, tuttavia, possono essere causati anche da una disfunzione della tiroide.

La sovrapponibilità dei sintomi di queste due condizioni, menopausa e disfunzione tiroidea, è uno dei temi più interessanti di un nuovo documento dell’EMAS (European menopause and andropause society) recentemente pubblicato sulla rivista Maturitas.

Il position statement, basato su una revisione della letteratura e sul consenso di esperti e di membri del board esecutivo EMAS, inquadra le principali tematiche diagnostico-terapeutiche da considerare nell’approccio alle donne in perimenopausa con disturbi della tiroide e si rivolge a medici di medicina generale, ginecologi, endocrinologi e internisti.

Le malattie tiroidee sono comuni nelle donne in tarda età riproduttiva, e possono coesistere con l’avvento della menopausa. Entrambe le condizioni presentano una variegata gamma di sintomi, che in parte le accomunano; la diagnosi differenziale può pertanto essere insidiosa.

L’ipotiroidismo sub-clinico, principalmente dovuto a tiroiditi di natura autoimmune, rappresenta una malattia endocrina comune durante l’età riproduttiva, con un tasso di prevalenza compreso tra il 6% e 10%, e con frequente insorgenza durante la fase di transizione verso la menopausa.

I punti chiave dell’approccio alle donne in menopausa con disfunzioni tiroidee

Nel documento dell’EMAS vengono indicati alcuni punti chiave riguardanti la diagnosi e la gestione di queste pazienti. In primo luogo, viene sottolineata la necessità, da parte degli operatori sanitari, di considerare la potenziale sovrapposizione di sintomi di menopausa e di disfunzioni tiroidee, tra i quali le irregolarità mestruali, i disturbi dell’umore, l’aumento della sudorazione, i disturbi del sonno e la perdita di capelli.

Poiché il consumo di biotina presente in alcuni prodotti cosmetici potrebbe falsare i risultati degli esami della funzionalità tiroidea, i medici dovrebbero valutare le prescrizioni farmacologiche e i prodotti di automedicazione che le pazienti stanno assumendo, e consigliare a quelle che fanno uso di prodotti contenenti biotina di interromperne l’assunzione due o tre giorni prima di sottoporsi al prelievo.

Le donne in menopausa chirurgica, con menarca precoce e con menopausa naturale tardiva dovrebbero essere valutate nell’ottica della ricerca di noduli tiroidei. Qualora questi vengano riscontrati, si consiglia un follow-up secondo le linee guida relative alla popolazione generale.

Il metabolismo lipidico dovrebbe essere valutato nelle donne in menopausa e in quelle con disturbi della funzione tiroidea.

La prevalenza di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) aumenta nelle donne in menopausa; tale condizione può essere migliorata attraverso la supplementazione di levotiroxina e con la terapia ormonale sostitutiva, che viene giudicata sicura per il trattamento di donne con sintomi menopausali e disturbi della tiroide.

In conclusione l’EMAS raccomanda:

le decisioni cliniche riguardanti il trattamento di entrambe le condizioni (menoapausa e disfunzione tiroidea ndr) dovrebbero essere prese con cautela e attenzione alle caratteristiche specifiche di questa fascia di età, adottando un approccio personalizzato alla paziente. Vanno considerati la storia familiare, il coinvolgimento della donna nel processo decisionale e il rispetto delle sue preferenze.”

Redazione

articolo a cura della redazione