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Oncologia, il significato prognostico del vissuto dei pazienti

Una metanalisi ha valutato il rapporto tra sintomi riferiti dai pazienti oncologici e la sopravvivenza per valutarne l'utilizzo nelle decisioni cliniche

I risultati riferiti dai pazienti (PROs, Patient Reported Outcomes) possono fornire informazioni prognostiche indipendenti sulla sopravvivenza nei pazienti oncologici?

A questa domanda ha cercato di rispondere una revisione sistematica e meta-analisi condotta dall’Università di Toronto e pubblicato su JAMA Oncology con l’obiettivo di valutare l’associazione tra PROs e sopravvivenza globale nei pazienti oncologici.

I PROs sono dati autoriferiti dai pazienti rispetto al proprio vissuto in termini di presenza e intensità di sintomi, stato funzionale e qualità della vita. Sebbene studi precedenti ne abbiano evidenziato l’associazione con la sopravvivenza totale, i PROs non sono ancora ampiamente utilizzati nelle decisioni cliniche, in parte a causa dell’incertezza su quali risultati specifici siano più rilevanti.

I ricercatori hanno condotto una meta-analisi su 31 studi clinici randomizzati, pubblicati tra il 1° gennaio 2000 e il 1° giugno 2024, che avessero reclutato pazienti adulti affetti da tumore e che prevedessero la raccolta di uno o più PROs al basale, oltre ai dati sulla sopravvivenza globale. Gli studi considerati erano stati condotti principalmente negli USA (32%), in Francia (16%) e in Belgio (13%) con focus su tumore polmonare (20%), testa e collo (12%), pancreatico (12%), colorettale (10%) e prostatico (10%).

Principale obiettivo della ricerca, quello di valutare l’associazione tra i PROs al basale e la sopravvivenza globale. Inoltre è stato analizzato il significato prognostico di aspetti specifici, come la sintomatologia e le valutazioni della funzionalità nella vita quotidiana, dello stato di salute generale e della qualità della vita.

Lo stato di funzionalità fisica dei pazienti oncologici è associato alla sopravvivenza

In generale, punteggi più elevati per lo stato di salute globale e la qualità della vita sono risultati associati a una migliore sopravvivenza: ogni aumento di un punto nello stato di salute complessivo riferito corrispondeva a una riduzione dell’1% del rischio di mortalità (HR: 0,99; IC al 95%: 0,98-0,99).

Tra le scale funzionali, che riflettono la capacità del paziente di svolgere le attività quotidiane, lavorative e domestiche, il funzionamento fisico e il funzionamento di ruolo sono risultati significativamente associati a una maggiore sopravvivenza, nella misura del 6% e 4%, rispettivamente (HR: 0,94 e HR: 0,96).

Per quanto riguarda i sintomi riferiti dai pazienti, nausea e vomito (HR: 1,12), fatigue (HR: 1,05) e dolore (HR: 1,07) sono risultati associati a una sopravvivenza peggiore. Lo stesso vale per la perdita di appetito (HR: 1,04) e la dispnea (HR: 1,03), mentre per stitichezza e insonnia non sono state riscontrate associazioni significative.

Nel complesso, l’aumento della gravità dei sintomi è risultato associato a un rischio di mortalità più elevato (HR: 1,03; IC al 95%: 1,01-1,04).

In conclusione, secondo gli Autori i risultati evidenziano il valore prognostico dei PROs e sottolineano l’importanza di considerare la voce dei pazienti, suggerendo la possibilità di una integrazione della valutazione dei PROs nel processo clinico in oncologia.

cura dei tumori
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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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