Skip to content
antifumo

Citisina, più facile l’accesso al farmaco antifumo

Fabio Beatrice, direttore scientifico dell'Osservatorio medico per la riduzione del rischio commenta l'ammissione alla rimborsabilità della molecola di origine vegetale

L’agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha recentemente autorizzato la rimborsabilità di citisina, una molecola di origine vegetale utilizzata già da decenni come trattamento del tabagismo. La molecola, finora utilizzata nelle preparazioni galeniche è oggi disponibile in formulazione farmaceutica.

Con un protocollo validato di 25 giorni e un profilo di sicurezza favorevole, distribuita a carico del servizio sanitario nazionale nei centri antifumo, si propone anche come strumento di prima linea nella pratica del medico di medicina generale, in un contesto in cui il tabagismo continua a rappresentare una delle principali cause prevenibili di mortalità. Ne parliamo con Fabio Beatrice, direttore scientifico di M.O.H.R.E, Osservatorio medico per la riduzione del rischio.

Qual è oggi il ruolo della citisina nella pratica del medico di medicina generale rispetto alle altre terapie per smettere di fumare?

La citisina rappresenta oggi una risorsa terapeutica più accessibile rispetto al passato: è disponibile in tutte le farmacie e non più solo come preparazione galenica. Questo ne facilita l’utilizzo nella pratica clinica quotidiana. Un aspetto rilevante è la possibilità di prescrizione nei centri antifumo, dove il primo ciclo terapeutico, della durata di 25 giorni, è gratuito. Questo favorisce l’inserimento del farmaco all’interno di un percorso strutturato di cessazione. Anche il medico di medicina generale può prescriverla: in questo caso il costo resta a carico del paziente, ma rimane comunque contenuto rispetto alla spesa per il fumo. Dal punto di vista clinico, la citisina agisce come agonista parziale dei recettori nicotinici, riducendo i sintomi di astinenza e facilitando la resistenza al craving. È importante iniziare la terapia 4-5 giorni prima del tentativo di cessazione, accompagnandola con un minimo di counseling.”

Quali pazienti possono beneficiare maggiormente della citisina, in particolare tra quelli con comorbidità?

In realtà tutti i fumatori dovrebbero smettere, ma esistono categorie per cui la cessazione è prioritaria. Pensiamo ai pazienti oncologici, soprattutto oggi che molte terapie consentono una buona qualità di vita: il rischio di recidiva o di nuove patologie resta elevato se si continua a fumare. Poi ci sono i pazienti cardiovascolari, in particolare chi ha avuto infarti o è portatore di stent, per i quali la ripresa del fumo rappresenta un rischio significativo. Altre categorie includono soggetti ad alto rischio di ictus, pazienti con diabete o patologie vascolari periferiche, ma anche persone con patologie osteoarticolari: il fumo peggiora infatti anche la componente dolorosa. In tutti questi casi, la cessazione è un intervento terapeutico a tutti gli effetti”.

L’introduzione della rimborsabilità può incidere sull’accesso ai percorsi di cessazione e sul carico per il Servizio sanitario nazionale?

Le patologie fumo-correlate come tumori, malattie cardiovascolari o broncopneumopatie, hanno un impatto economico enorme sul Servizio sanitario nazionale, sia in termini di ricoveri sia di trattamenti complessi. Favorire la cessazione significa ridurre in modo significativo questi costi. La rimborsabilità del ciclo terapeutico ha quindi un valore strategico: non solo economico, ma anche culturale, perché promuove l’idea che smettere di fumare sia un obiettivo clinico prioritario. Si tratta, in definitiva, di un investimento in prevenzione primaria, con ritorni importanti sia in termini di salute pubblica sia di sostenibilità del sistema”

Qual è il messaggio chiave per i medici di medicina generale?

Anche in un contesto di forte pressione assistenziale, il medico di medicina generale può fare molto con interventi semplici. Non si tratta solo di dire “smetta di fumare”, ma di proporre un aiuto concreto: prescrivere un farmaco, impostare un breve percorso, accompagnare il paziente nei primi giorni. La citisina, da questo punto di vista, è uno strumento efficace e sicuro: gli effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori.
Bastano pochi minuti di counseling e indicazioni pratiche, anche sugli stili di vita, per aumentare significativamente le probabilità di successo.
È un investimento di tempo minimo, ma con benefici rilevanti anche per la gestione futura del paziente”.

Come intervenire nella cessazione del fumo con citisina. Approccio pratico per il medico di medicina generale

  1. Avvio della terapia
  • Iniziare la citisina 4-5 giorni prima della data di cessazione
  • Definire con il paziente un “quit day” chiaro
  • Inserire il trattamento in un percorso strutturato, anche minimo
  1. Supporto farmacologico
  • Durata del ciclo: 25 giorni
  • Meccanismo: riduzione del craving e dei sintomi di astinenza
  • Profilo di sicurezza favorevole (disturbi lievi e transitori)
  1. Counseling essenziale
  • Breve colloquio motivazionale
  • Monitoraggio nelle prime settimane
  • Rinforzo della motivazione nei momenti critici

  1. Interventi sugli stili di vita
  • Idratazione: almeno 2 litri di acqua al giorno
  • Alimentazione: 5 porzioni tra frutta e verdura
  • Attività fisica quotidiana (anche lieve):
    • usare le scale
    • camminare di più
    • scendere una fermata prima
  1. Target prioritari
  • Pazienti oncologici
  • Cardiopatici e vasculopatici
  • Soggetti ad alto rischio di ictus
  • Pazienti con diabete o sindrome metabolica
  1. Messaggio chiave
  • Smettere di fumare è un intervento terapeutico ad alto impatto
  • Anche un supporto minimo, se strutturato, può fare la differenza

citisinaMMGtabagismo
Pogliaghi
Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.

Articoli correlati