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Dieta sana e attività fisica riducono la mortalità epatica da alcol

Un ampio studio americano mostra che l'effetto sinergico di dieta e attività fisica può ridurre il rischio di mortalità anche per i forti bevitori

Allo scopo di verificare l’incidenza dello stile di vita sul rischio di mortalità per cause epatiche, legato al consumo di alcol, un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Indiana (Usa) ha analizzato i dati di oltre 60mila  adulti in un ampio periodo di tempo.

Oltre al consumo (auto-riferito) di alcol, è stata considerata la qualità della dieta (basata sull’Healthy Eating Index) e i livelli di attività fisica. Il consumo eccessivo di alcol è stato definito da più di tre drink al giorno per le donne e oltre quattro per gli uomini; il binge drinking (abbuffata alcolica) dal consumo di quattro o più drink in un giorno per le donne, e cinque o più per gli uomini.

Per quanto riguarda l’attività fisica, i partecipanti considerati ‘fisicamente attivi’ praticavano almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata, o 75 minuti di attività intensa. Le diete considerate più sane includevano un’elevata assunzione di verdura, frutta, cereali integrali, pesce, proteine vegetali e grassi insaturi, con un basso contenuto di grassi solidi, alcol e zuccheri aggiunti.

I risultati sono stati recentemente pubblicati sul Journal of Hepatology.

Uno stile di vita sano attenua l’aumento del rischio di mortalità epatica nei bevitori

Durante un periodo di follow-up di 12 anni, nel campione esaminato sono stati riportati 12.881 decessi, di cui 252 per malattie epatiche. Il rischio di mortalità epatica aumentava con l’età, il fumo, il diabete, un BMI elevato, una maggiore circonferenza vita, il consumo medio giornaliero di alcol e il binge drinking.

Rispetto agli astemi, i soggetti con consumo giornaliero di alcol presentavano un rischio aumentato di mortalità epatica, con un hazard ratio di 1,04 per gli uomini, e 1,08 per le donne. I soggetti con abitudine di binge drinking mostravano un rischio ancora maggiore: 1,52 per gli uomini e 2,52 per le donne, rispetto a chi non praticava binge drinking.

Tuttavia, nei soggetti che seguivano una alimentazione sana il rischio risultava significativamente ridotto, con una hazard ratio di 0,35 nei bevitori moderati, di 0,14 nei forti bevitori e di 0,16 nei binge drinkers. Questo corrisponde a una riduzione della mortalità epatica pari al 65%, 86% e 84%, rispettivamente.

L’attività fisica ha avuto effetti simili, ed è risultata associata a una riduzione del rischio di mortalità epatica in tutte le categorie di consumo, con una riduzione del 48% nei bevitori moderati, del 36% nei forti bevitori e del 69% nei binge drinkers.

Secondo Naga Chalasani, docente di Gastroenterologia ed epatologia presso l’Indiana University School of Medicine di Indianapolis:

l’unicità dello studio risiede nella capacità di valutare simultaneamente gli effetti moderatori di due importanti comportamenti legati allo stile di vita sul rischio di mortalità epatica, tenendo conto di diversi livelli e modelli di consumo alcolico in una popolazione rappresentativa degli Stati Uniti

Non esiste una soglia sicura di alcol per la salute del fegato

Nonostante gli effetti protettivi di dieta e attività fisica, il consumo di alcol rimane un fattore di rischio per la mortalità epatica. Il rischio legato al binge drinking è più elevato nelle donne, così come i benefici in termini di sopravvivenza legati alla dieta e all’attività fisica, risultati più marcati nelle donne; questo suggerisce potenziali differenze di genere nell’interazione tra stile di vita e danno epatico. In generale, una dieta ricca di verdure, frutta, cereali, pesce, proteine vegetali e acidi grassi insaturi, abbinata a una riduzione delle calorie vuote da grassi solidi, alcol e zuccheri aggiunti, è risultata associata a un rischio inferiore.

Le conclusioni dello studio mettono in discussione l’idea che un consumo moderato di alcol sia sicuro per la salute del fegato, mostrando che anche livelli contenuti possono aumentare il rischio, se pur parzialmente attenuabile da uno stile di vita sano.

Secondo gli Autori, è importante ribadire che non esiste una soglia sicura di alcol per la salute del fegato. I clinici dovrebbero evitare rassicurazioni sul ‘bere moderato’, e promuovere invece la riduzione del consumo e l’adozione di uno stile di vita sano, protettivo, caratterizzato da alimentazione equilibrata e attività fisica regolare.

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alessandro visca
Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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