IVU, infezione spesso presente anche con esami negativi

L’urinocoltura standard per l’esame delle infezioni delle vie urinarie (IVU) può non rivelare l’infezione da E.coli che è riscontrabile nella maggioranza della donne con sintomi di IVU.

Il dato emerge da uno studio in cui campioni di urina di donne con sintomi da IVU, risultate negative al test sono stati ulteriormente esaminati con PCR. Quasi il 30% di questi campioni è risultato positivo all’E. coli il batterio che più frequentemente causa l’infezione.

Nello studio Stefan Heytens e coll. dell’università di Ghent in Belgio, hanno confrontato 220 campioni di urina di donne che avevano consultato il medico per sintomi di IVU con quelli di 86 donne sane senza sintomi.

I campioni di urina sono stati sottoposti alla coltura standard e poi sono stati ulteriormente testati con un metodo più sensibile chiamato PCR quantitativa (qPCR), in grado di rilevare piccole quantità di DNA di batteri noti per causare IVU, tra cui Escherichia coli e Staphylococcus saprophyticus.

I ricercatori hanno scoperto che il test standard ha rilevato i batteri nell’80,9 per cento dei campioni di urina provenienti dalle donne sintomatiche. Tuttavia, il test qPCR ha rilevato E. coli nel 95,9 per cento di questi campioni e S. saphrophyticus nell’8,6 per cento.
I due risultati del test qPCR combinati, hanno mostrato che 98,2 per cento delle donne sintomatiche avevano un’infezione. Nei volontari sani senza sintomi, il test standard ha trovato prova di E. coli nel 10,5 per cento di loro, e il test di qPCR ha trovato E. coli in 11,6 per cento. Quasi il 30% dei campioni positivi ad E. coli con PCR, secondo i ricercatori, proveniva da donne negative all’urinocoltura
In sostanza lo studio conferma l’indicazione che la diagnosi va fatta sulla base dei sintomi.

“I nostri risultati – afferma Heytens – supportano una ricerca precedente che indica che i test tradizionali potrebbero non essere utili per le IVU non complicate. Tuttavia, i test tradizionali della coltura delle urine possono ancora avere un ruolo da svolgere se il trattamento non riesce o se ci sono segni e sintomi di una IVU più complicata”.

Infine gli autori sottolineano che questi risultati non danno indicazioni particolari sulla terapia.

Fonte Clinical Microbiology and Infection

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