Integrare la prospettiva di genere nelle attività scientifiche, formative e istituzionali e contrastare le discriminazioni nei contesti professionali e accademici. Sono gli obiettivi del Piano strategico per l’equità di genere e per l’inclusione 2026-2028 della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI).
Il documento, elaborato dal Gruppo di lavoro “Prevenzione di Genere” e già approvato dalla Giunta esecutiva, sarà presentato al 59° Congresso nazionale della società scientifica, in programma a Genova dal 21 al 24 ottobre.
L’impegno riguarda la creazione di un ambiente in cui nessuno sia svantaggiato o escluso per genere, identità, etnia, condizione socioeconomica, disabilità o altri fattori di vulnerabilità.
“La promozione della salute pubblica richiede un impegno sistematico verso l’equità, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze”, afferma Mara Morini, coordinatrice del Gruppo di lavoro. L’equità di genere viene quindi affrontata sia nella rappresentanza all’interno dei processi decisionali sia nei contenuti della ricerca e della sanità pubblica.
Tre aree di intervento
Il Piano individua tre aree di intervento. “Cultura e comunicazione” punta a promuovere un’organizzazione inclusiva, equa e trasparente. “Partecipazione e leadership” mira a una rappresentanza di genere bilanciata negli organi decisionali e negli ambiti accademici e professionali. “Valorizzazione e sostegno” intende rafforzare il ruolo della SItI nella promozione dell’equità a livello nazionale e internazionale.
Un elemento centrale è il monitoraggio permanente, con funzioni di osservazione e raccolta dei dati affidate agli organi già esistenti. L’obiettivo è misurare i progressi, individuare criticità e orientare gli interventi attraverso indicatori definiti.
Alla scadenza del Piano, nel 2028, sarà avviata una valutazione dei risultati: come sottolinea il presidente Enrico Di Rosa, servirà ad aggiornare le priorità strategiche per il triennio successivo.



