Lo STADA Health Report è un’indagine annuale condotta da Human8 per conto di STADA group, multinazionale del farmaco che opera in oltre 100 paesi. L’edizione 2026 dell’indagine, condotta in 20 paesi europei, su un campione da 500 a 2000 intervistati per ogni paese, descrive un sistema sanitario europeo attraversato da tensioni evidenti: da un lato servizi sotto pressione, liste d’attesa e carenza di personale; dall’altro cittadini sempre più attivi nella gestione della propria salute e più aperti all’uso degli strumenti digitali.
Per quanto riguarda la valutazione generale del sistema sanitario solo il 56% degli intervistati si dichiara soddisfatto del proprio sistema sanitario, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2025. Le principali criticità indicate riguardano la mancanza di operatori sanitari e i lunghi tempi di attesa, segnalati dal 67% del campione, insieme all’invecchiamento della popolazione, alle patologie croniche e alla crescita dei disturbi mentali.
In questo contesto, i cittadini stanno assumendo un ruolo più autonomo: il 78% si sente preparato a prendersi cura di sé, il 94% ricorre all’automedicazione per alcuni disturbi e l’85% utilizza strumenti di monitoraggio, dai fitness tracker ai dispositivi domestici.
Intelligenza artificiale ormai presente e accettata
L’intelligenza artificiale entra in questo scenario come supporto ormai concreto: il 55% degli europei la usa già per aspetti legati alla salute e l’82% è favorevole a un suo ruolo nell’assistenza sanitaria.
La disponibilità verso l’IA, però, non coincide con una delega completa. Il 77% continua a considerare il medico di medicina generale o altri professionisti sanitari il riferimento principale per le decisioni di salute, mentre il 57% indica anche il farmacista.
L’IA è accettata soprattutto per funzioni amministrative, follow-up, appunti durante le visite e monitoraggio delle patologie croniche, ma molti temono una riduzione dell’interazione umana.
Secondo Peter Goldschmidt, Ceo di STADA:
Il dibattito sui pazienti consapevoli e autonomi sta accelerando, e l’IA sta spingendo questo sviluppo in avanti a una velocità nettamente superiore. Le persone non sono più semplicemente pazienti in attesa in una fila. Sono partecipanti attivi che combinano azione personale, strumenti digitali e consulenza professionale in qualcosa di nuovo. Tutti gli operatori del settore sanitario dovranno adattarsi e agire in risposta a questi cambiamenti”.
Il report suggerisce quindi un’evoluzione, non una sostituzione: medici e farmacisti sono chiamati a integrare competenze cliniche, relazione personale e strumenti digitali, diventando guide affidabili in un sistema sanitario sempre più complesso.



