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Tumore dell’endometrio, nuova opzione terapeutica

La prof.ssa Domenica Lorusso responsabile della Ginecologia Oncologica all'Humanitas San Pio X di Milano commenta l’approvazione dell’immunoterapico dostarlimab per il trattamento di prima linea del carcinoma endometriale avanzato o ricorrente

Una nuova opzione terapeutica è oggi disponibile per il trattamento del tumore dell’endometrio in fase avanzata e metastatica. L’immunoterapico dostarlimab ha ottenuto l’approvazione da parte di AIFA per il trattamento di prima linea del carcinoma endometriale avanzato o ricorrente, indipendentemente dallo stato di MMR (Mismatch Repair) o instabilità dei microsatelliti (dMMR/MSI H); una condizione genetica in cui si accumulano mutazioni in brevi sequenze ripetute di DNA (microsatelliti) a causa di un difetto nel sistema di riparazione del DNA.

Lo scorso anno lo stesso farmaco era stato approvato, in associazione a carboplatino e paclitaxel, per le pazienti con deficit del Mismatch Repair in stadio di malattia avanzato o ricorrente (pari a circa il 20-30% delle diagnosi). Oggi l’indicazione è stata estesa anche alla quota di donne, la maggior parte, che non presentano deficit del Mismatch Repair.

Precisa Domenica Lorusso, direttore del programma di ginecologia oncologica dell’Humanitas San Pio X di Milano:

Era ormai acclarato che l’immunoterapia in combinazione con la chemioterapia avesse cambiato lo standard di cura delle pazienti con deficit di MMR. Ma queste rappresentano il 20-30% della popolazione con tumore dell’endometrio. Per la maggioranza di esse c’era quindi un  unmet need, al quale oggi risponde questa ulteriore indicazione che celebra l’arrivo e l’efficacia dell’immunoterapia anche in una popolazione che per vent’anni ha potuto contare solo sulla chemioterapia”.

Il tumore dell’endometrio è la quarta neoplasia più frequente nella popolazione femminile, dopo il tumore mammario, del colon-retto e del polmone. In Italia si registrano ogni anno circa novemila nuovi casi, nel 90% dei casi di età superiore ai 50 anni. Attualmente non esistono strumenti di prevenzione o test di screening. È tuttavia possibile identificare alcuni fattori di rischio quali età, diabete, obesità, eccessiva esposizione agli estrogeni (menarca precoce, menopausa tardiva, assenza di gravidanze).

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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