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Anziani, intercettare precocemente i segni di fragilità

La Società italiana di oto-neuro-geriatria richiama l’attenzione sulla necessità di individuare precocemente indicatori di fragilità nello stile di vita e nella funzionalità di diversi organi

Cadute, ipoacusia, disfagia, vertigini, disturbi respiratori del sonno e primi segni di decadimento cognitivo non dovrebbero essere considerati una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento, ma indicatori precoci di uno stato di fragilità che coinvolge, insieme, cervello, udito, equilibrio, funzione muscolare, alimentazione e vita sociale. Riconoscere questi segnali tempestivamente contribuisce a prevenire isolamento, malnutrizione, peggioramento cognitivo e perdita dell’autonomia.

Il messaggio arriva dagli specialisti della SIONG, Società italiana di oto-neuro-geriatria, che sottolineano la necessità di aumentare l’attenzione alla tutela di funzionalità fisica, mobilità, alimentazione in una popolazione, come quella italiana, dove una persona su quattro ha più di 65 anni.

Prevenire le cadute

Le cadute, frequenti dopo i 65 anni e spesso sottovalutate, sono uno dei principali indicatori di fragilità. Possono dipendere da ipotensione, sincope, vertigini, instabilità posturale, deficit visivi o uditivi, deterioramento cognitivo, sarcopenia, uso inappropriato di farmaci o fattori ambientali. Le conseguenze comprendono fratture, ricoveri, disabilità e perdita di autonomia, e riduzione della qualità di vita per il paziente e per i caregiver.

Secondo Alberto Cester, geriatra e fisiatra, coordinatore della Sezione Triveneta SIONG:

le cadute nell’anziano sono spesso il punto di arrivo di una fragilità non riconosciuta. Per questo un approccio preventivo dovrebbe coinvolgere anche il medico di medicina generale nell’identificazione delle cause e nella correzione dei fattori di rischio, attraverso la valutazione di postura, equilibrio, forza muscolare, terapia farmacologica, vista, udito e funzione cognitiva.”

Il ruolo dell’udito

Un altro ambito centrale è quello della perdita di udito. L’invecchiamento spesso comporta una calo dell’udito che, sottolinea la SIONG, può favorire difficoltà comunicative, ridotta partecipazione alla vita familiare, sintomi depressivi e peggioramento delle funzioni cognitive. La diagnosi precoce dei disturbi dell’udito, e la scelta di una protesi adeguata e personalizzata, diviene quindi rilevante.

Secondo Alessandro Abramo, direttore dell’UOC di Otorinolaringoiatria dell’ULSS 4 Veneto Orientale e componente del Comitato scientifico SIONG, la perdita uditiva non trattata è un fattore di rischio riconosciuto per l’insorgenza di decadimento cognitivo e demenza, attraverso meccanismi che comprendono isolamento sociale, aumento del carico cognitivo necessario per decodificare i suoni e modificazioni neuroplastiche cerebrali. Ma, se riconosciuta precocemente, l’ipoacusia è uno dei fattori di rischio più facilmente correggibili.

Nel paziente anziano, inoltre, sono frequenti vertigini e disturbi dell’equilibrio la cui origine è da ricondurre a varie cause: alterazioni vestibolari legate all’età, patologie cardiovascolari o neurologiche oppure condizioni benigne, come la vertigine posizionale parossistica.

Disfagia

Un altro disturbo da monitorare è la disfagia, che aumenta il rischio di malnutrizione, disidratazione, polmonite ab ingestis e peggioramento dello stato di salute. Frequente nella popolazione anziana, si manifesta in particolare nei soggetti istituzionalizzati o affetti da patologie neurologiche, tra le quali ictus, malattia di Parkinson e demenze. La disfagia può anche essere conseguenza di interventi chirurgici complessi, anche oncologici, e richiede percorsi di valutazione e riabilitazione specifici.

Neurogeriatria

Ipoacusia, disturbi vestibolari, disfagia e apnee ostruttive del sonno sono spesso interconnessi, e possono aggravare patologie cardiovascolari e cognitive già presenti. «

“La principale missione della neurogeriatria è contribuire a una longevità associata a una buona qualità di vita – afferma Carlo Fattorello, membro del Comitato scientifico SIONG – Le innovazioni diagnostiche e terapeutiche, dai biomarcatori plasmatici all’intelligenza artificiale applicata alla diagnostica per immagini, fino alle nuove modalità di trattamento della malattia di Parkinson, rendono sempre più importante intercettare precocemente i segnali neurologici, cognitivi, motori e sensoriali.”

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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