Psoriasi e diabete, nuove conferme sull’associazione

L’associazione tra psoriasi, rischio cardiovascolare e malattie metaboliche è nota. Un nuovo studio conferma una relazione precisa tra la severità della psoriasi e l’aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

Nello studio, pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology, ricercatori dell’Università della Pennsylvania (Usa) hanno esaminato i dati di quasi 85.000 adulti nel Regno Unito, 8.100 dei quali avevano la psoriasi. Rispetto alle persone che non avevano la psoriasi, il rischio di diabete era del 21% più alto tra quelli con psoriasi fino al 2% della superficie corporea. Per chi aveva psoriasi diffusa su più del 10% del corpo il rischio era aumentato del 64%.

Gli autori hanno addirittura potuto stabilire una relazione tra superficie del corpo attaccata dalla psoriasi e aumento del rischio di diabete di tipo 2. Per ogni 10% di aumento della zona del corpo con la psoriasi, il rischio di diabete è aumentato del 20%. Per esempio, le persone con psoriasi sul 20% del loro corpo avevano un rischio di diabete aumentato quasi dell’84%. E quelli con psoriasi sul 30% del corpo avevano un rischio aumentato del 104%.

Gli autori consigliano di utilizzare il dato sulla superficie del corpo attaccata dalla psoriasi come parametro per l’adozione di misure preventive per il diabete.

Secondo uno degli autori dello studio, Joel Gelfand, professore di dermatologia ed epidemiologia all’Università della Pennsylvania:

“Questi risultati sono indipendenti dai tradizionali fattori di rischio per il diabete e mostrano ancora una forte connessione tra l’aumento della gravità della psoriasi e il crescente rischio di sviluppare il diabete, il che fa supporre una relazione causale tra le due malattie”.

Lo studio tuttavia mostra solo un’associazione tra psoriasi e rischio di diabete e non un rapporto causa-effetto.

“È noto – aggiunge Gelfand – che il tipo di infiammazione osservato nella psoriasi promuove la resistenza all’insulina, inoltre la psoriasi e il diabete condividono mutazioni genetiche simili, che suggeriscono una base biologica per la connessione tra le due condizioni”.