La cefalea cronica invalidante riconosciuta come malattia sociale

Il Senato ha approvato in via definitiva il provvedimento che riconosce alla cefalea cronica la qualifica di malattia sociale.

Il testo di legge prevede che il riconoscimento di malattia sociale venga previsto per i casi di cefalea accertati da almeno un anno, il cui effetto invalidante venga diagnosticato da uno specialista del settore presso un centro accreditato e che si manifestino nelle seguenti forme:

  • emicrania cronica e ad alta frequenza;
  • cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici;
  • cefalea a grappolo cronica;
  • emicrania parossistica cronica;
  • cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione;
  • emicrania continua.

Il provvedimento prevede, inoltre, l’emanazione di un decreto del Ministro della Salute che individui progetti finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone con cefalea, i criteri e le modalità con cui le Regioni dovranno attuarli. Tale decreto dovrà essere adottato, previa intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, entro 180 giorni dalla pubblicazione della legge e non potrà comportare nuovi o maggiori oneri pubblici.

Le società scientifiche di riferimento per gli specialisti che curano queste patologie, Società Italiana di Neurologia (SIN), Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) e Associazione Nazionale per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF) hanno espresso soddisfazione.

Gioacchino Tedeschi, presidente della SIN, ha definito il provvedimento: “un obiettivo storico per i nostri pazienti, che dà finalmente un giusto riconoscimento alla loro condizione di forte disagio. Confidiamo che alla nuova legge seguano rapidamente norme attuative che migliorino sia i percorsi diagnostici e terapeutici sia le condizioni sociali dei pazienti affetti da forme primarie di cefalee croniche”.

“L’Italia diventa così il primo Paese in Europa – ha dichiarato Arianna Lazzarini, prima firmataria della  di legge approvata – ad adottare un provvedimento come questo. Un primo punto di partenza e di attenzione verso i circa sette milioni di italiani che ne soffrono, con una prevalenza netta di donne e nella fascia 20-50 anni». Una malattia invisibile che oggi esce finalmente dal cono d’ombra in cui è sempre stata. Non parliamo del semplice “mal di testa” passeggero, ma di una malattia cronica e invalidante vera e propria, molto più diffusa di quanto si possa immaginare, che purtroppo ha già portato alcuni pazienti a compiere anche gesti estremi”.

Ultimo aggiornamento il 29 Settembre 2020 di: Alessandro Visca

Cesare Peccarisi

Giornalista scientifico, neurologo, editorialista del Corriere Salute, è stato Responsabile della Comunicazione Scientifica dell’istituto Neurologico Besta di Milano e di diverse società scientifiche.

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