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Anziani, la limitazione nel cammino espone a un rischio più alto di fratture

Esiste una significativa associazione tra le limitazioni nella deambulazione autoriferita dai pazienti e il rischio di fratture. Lo evidenzia un nuovo studio australiano pubblicato su JAMA Network Open.

Si tratta di uno studio di coorte prospettico sui partecipanti del Sax Institute 45 and Up Study, basato sulla popolazione, che ha messo a confronto persone con vari gradi di limitazione della capacità del cammino a un chilometro (poca limitazione e molta limitazione) e quelle senza limitazione, tenendo conto di età, cadute, fratture precedenti e peso.

I soggetti sono stati seguiti dal reclutamento (2005-2008) per 5 anni (2010- 2013). L’analisi dei dati è stata condotta da luglio 2020 a settembre 2023, considerando come outcome principali le fratture incidenti e le fratture sito-specifiche (anca, vertebrale e non anca non vertebrale [NHNV]).

Nell’analisi finale sono stati inclusi 238.969 soggetti, di cui 126.015 donne (53%) con età media di 63 anni (deviazione standard: 11 anni); tra gli uomini l’età media era di 61 anni (DS: 11 anni). Circa il 20% dei soggetti (24% tra le donne e 21% tra gli uomini) ha riferito un grado di limitazione nella deambulazione di 1.000 metri o meno al basale. Durante un follow-up medio di 4,1 anni, 7.190 donne e 4.267 uomini hanno subito una frattura

Limitazioni lievi o elevate nella deambulazione sono associate a un rischio più elevato di frattura

Rispetto ai partecipanti che non hanno riferito alcuna limitazione nella deambulazione, una limitazione lieve e una limitazione elevata sono state associate a un rischio più elevato di frattura, con notevoli differenze di genere: tra le donne, il rischio era aumentato del 32% nel caso di una limitazione lieve (hazard ratio [HR]: 1,32; IC al 95%: 1,23-1,41) e del 60% nel caso di limitazione elevata (HR: 1,60; 95% IC, 1,49-1,71); tra gli uomini una limitazione lieve era associata a un aumento del rischio del 46% (HR: 1,46; IC al 95%: 1,34-1,60), mentre una limitazione di grado elevato era associata a un aumento del 103% (HR: 2,03; IC al 95%: 1,86-2,22).

Circa il 60% delle fratture era attribuibile alla limitazione della deambulazione. L’associazione è risultata significativa per le fratture dell’anca, delle vertebre e NHNV, e variava da un aumento del 21% a un aumento superiore al 219%.

Secondo gli autori, i risultati dello studio suggeriscono che la capacità di deambulazione dovrebbe essere considerata dai clinici per identificare i soggetti ad alto rischio candidati per un’ulteriore e più approfondita valutazione della salute delle ossa.

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Redazione

articolo a cura della redazione

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