L’American Academy of Neurology (AAN) e l’American Headache Society (AHS) hanno elaborato, congiuntamente, nuove raccomandazioni per la prevenzione farmacologica dell’emicrania episodica e cronica negli adulti. Il documento, pubblicato alla fine di agosto sulle riviste Neurology ed Headache, sostituisce le linee guida del 2012.
Nella conferenza stampa online di presentazione la dott.ssa Rebecca Burch, uno degli autori delle nuove linee guida, ha dichiarato:
la differenza principale rispetto alle linee guida precedenti sta nell’inclusione dei nuovi trattamenti per la prevenzione dell’emicrania. Sono raccolte e sintetizzate in un unico documento le evidenze relative sia ai nuovi trattamenti che a quelli più datati. Un altro aspetto che distingue queste linee guida da quelle precedenti è l’inclusione di raccomandazioni specifiche basate su diversi fattori a cui i pazienti possono attribuire maggiore importanza o priorità, tra cui l’efficacia, il profilo degli effetti collaterali, lo storico di sicurezza a lungo termine e i costi.”
L’obiettivo complessivo del documento è rendere più semplice, per clinici e pazienti, orientarsi in un panorama della prevenzione dell’emicrania diventato più articolato, soprattutto dopo l’introduzione delle terapie mirate al CGRP.
Viene inoltre posta maggiore enfasi sulla personalizzazione a del trattamento, da definire insieme al paziente sulla base di efficacia, tollerabilità, sicurezza, costi e preferenze relative alla via di somministrazione.
Incoraggiare la terapia preventiva
Uno dei punti su cui le nuove raccomandazioni fanno chiarezza riguarda le terapie preventive, ancora scarsamente utilizzate. “Uno degli obiettivi di queste linee guida – conferma Durch – era chiarire chi ha i requisiti per la prevenzione; si tratta in realtà di un numero di persone maggiore rispetto a quelle che attualmente ricevono un trattamento preventivo.”
Viene raccomandato di proporre una terapia preventiva in presenza di almeno 4 giorni di emicrania o di cefalea di intensità moderata-severa al mese, oppure di una disabilità sostanziale correlata all’emicrania. Secondo gli Autori i trattamenti preventivi, oltre a ridurre il numero di giorni con cefalea e la disabilità associata all’emicrania, possono contribuire a prevenire la progressione dall’emicrania episodica a quella cronica.
Le nuove linee guida sottolineano tuttavia che nessun singolo farmaco preventivo ha dimostrato una chiara superiorità in termini di efficacia; la scelta dovrebbe quindi avvenire attraverso un processo decisionale condiviso, tenendo conto dell’anamnesi medica e psichiatrica del paziente, delle eventuali controindicazioni, della tollerabilità degli effetti avversi e della preferenza per una terapia orale o iniettabile.
Indicazioni farmacologiche
Le raccomandazioni delle nuove linee guida sono supportate da motivazioni strutturate che si basano sulle evidenze emerse dalla revisione sistematica di studi pubblicati fino al 6 giugno 2024.
Vengono fornite indicazioni su come stabilire quando sia opportuno avviare una terapia farmacologica preventiva per l’emicrania e su come scegliere il farmaco più adatto. Inoltre, le raccomandazioni affrontano il processo decisionale relativo alla scelta dei farmaci preventivi in situazioni e popolazioni specifiche – inclusi pazienti affetti da fibromialgia, obesità o ipertensione – e trattano aspetti quali le considerazioni per gli anziani, il trattamento durante la gravidanza e l’allattamento, i fattori legati al sesso nella scelta dei farmaci e la gestione dei pazienti con abuso di farmaci.
Sono inoltre incluse indicazioni sulla valutazione dell’efficacia del trattamento, sugli effetti avversi e sulla sospensione dei farmaci preventivi per l’emicrania.
Sintesi dei punti chiave delle linee guida Usa per il trattamento preventivo dell’emicrania
- Le nuove raccomandazioni AAN/AHS includono le terapie mirate al CGRP per la prevenzione dell’emicrania episodica e cronica negli adulti.
- La terapia preventiva dovrebbe essere proposta in presenza di almeno 4 giorni di emicrania al mese, almeno 4 giorni al mese di cefalea di intensità moderata-severa o una disabilità sostanziale.
- Nessun trattamento preventivo è chiaramente superiore agli altri; la scelta dovrebbe avvenire attraverso un processo decisionale condiviso, considerando efficacia, tollerabilità, sicurezza, costi e via di somministrazione.
- La maggior parte dei trattamenti preventivi dovrebbe essere sperimentata per 8-12 settimane; per l’onabotulinumtoxinA sono necessarie 24 settimane prima di valutarne la risposta.




