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Obesità e funzioni cognitive, c’è una connessione tra sovrappeso e salute del cervello?

Fattori metabolici, ma anche sociali e psicologici, possono influire negativamente sulle performance cerebrali. Un tema che merita un'attenzione maggiore nell'approccio medico al paziente sovrappeso

Un recente editoriale pubblicato sul portale Medscape affronta il tema della relazione tra eccesso di peso corporeo e funzioni cognitive. Secondo Jessica Zwerling, direttrice del Montefiore Einstein Center for the Aging Brain e docente di Neurologia e Psichiatria presso l’Albert Einstein College of Medicine di New York:

“i medici di medicina generale dovrebbero spiegare come l’obesità influenzi anche la salute mentale e cognitiva. Molti pazienti pensano solo alle conseguenze fisiche. È importante far comprendere che sintomi come annebbiamento mentale, difficoltà di concentrazione, ridotta lucidità mentale e altri disturbi cognitivi possono avere una relazione con l’obesità.”

L’infiammazione associata a obesità può danneggiare anche il cervello

In che modo le malattie metaboliche interagiscono con la salute del cervello? Innanzitutto vanno considerati i meccanismi a livello cellulare: la presenza di obesità favorisce una cascata infiammatoria sostenuta da citochine, stress ossidativo e radicali liberi. Inoltre, l’infiammazione persistente di basso grado tipica della obesità favorisce l’insulino resistenza e l’accumulo di proteina amiloide, fattore di rischio per le demenze. Come ricorda Zwerling:

condizioni quali diabete, ipertensione e dislipidemia sono fino a due-tre volte più frequenti nelle persone con obesità e il rischio vascolare può influenzare le funzioni cognitive.”

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“Inoltre – aggiunge Zwerling – l’obesità determina modificazioni strutturali del microbiota intestinale, con livelli più elevati di acidi grassi polinsaturi che possono indurre cambiamenti infiammatori. L’infiammazione, l’insulino-resistenza e i mediatori pro-infiammatori possono attraversare la barriera ematoencefalica e danneggiare l’ippocampo, che rappresenta il “chip” della memoria”.

Scarsa attività fisica, apnee del sonno e altri fattori che influenzano negativamente le perfomance cognitive

Altri fattori da prendere in considerazione per capire come una dizione di sovrappeso possa influenzare le facoltà cognitive riguardano la vita quotidiana delle persone con obesità. Ad esempio, la limitazione dell’attività fisica e le apnee del sonno, frequenti nei soggetti obesi, influiscono negativamente sulle performance cognitive.

A questo si può aggiungere che la persona obesa, oltre alle difficoltà psicologiche legate alla percezione della propria immagine corporea, può essere oggetto di stigma e trovarsi in una condizione di isolamento sociale, fattori che, come dimostrano numerose ricerche, possono favorire o accelerare il declino cognitivo.

Come tutelare la salute del cervello dei pazienti obesi

La tematica della tutela delle funzioni cerebrali e della prevenzione del declino cognitivo deve quindi entrare a pieno titolo nell’approccio al paziente obeso. Gli esperti americani sottolineano, in particolare, l’importanza di discutere con i pazienti le possibili strategie comportamentali e di stile di vita con l’obiettivo di preservare le funzioni cognitive.

In questo ambito, oltre al controllo dei fattori di rischio cardiovascolare è importante promuovere l’attività fisica, un sonno adeguato, la stimolazione cognitiva e la partecipazione sociale

Sul piano farmacologico, il possibile ruolo degli agonisti del recettore GLP-1 sulle funzioni cognitive non è ancora stato chiarito, e richiede la produzione di ulteriori evidenze di ricerca.

In conclusione, le possibili influenze di obesità e sovrappeso sulla salute cerebrale sono un tema spesso sottovalutato, che va affrontato a partire da una corretta informazione dei pazienti, stimolando un cambiamento negli stili di vita.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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