“Una vera e propria malattia sociale, non ancora riconosciuta come tale”, così il professor Massimo Candiani, primario dell’UO di Ginecologia e Ostetricia presso l’Ospedale San Raffaele di Milano e docente all’Università Vita e Salute – San Raffaele di Milano, definisce l’endometriosi ed evidenzia:
sebbene sia spesso normalizzato e poco compreso, il sintomo emblematico dell’endometriosi è il dolore, in alcuni casi così acuto da compromettere ogni aspetto della quotidianità delle donne che ne soffrono. Dolore che viene aggravato, oltre che da aspetti sociali e psicologici, da un ritardo diagnostico che spesso si protrae per alcuni anni, con un impatto critico sulla vita delle pazienti. Identificare tempestivamente la malattia è cruciale per trattarla al meglio ed evitare danni irreversibili, come la sterilità. In questo scenario, gli hub di centri specializzati, di cui sono fondatore, diventano fondamentali per garantire percorsi di cura mirati e contrastare efficacemente queste criticità.”
Il professor Candiani è intervenuto a Milano a un incontro dedicato alle nuove prospettive terapeutiche per l’endometriosi aperte dalla rimborsabilità da parte del Sistema Sanitario Nazionale di Linzagolix colina, antagonista orale, selettivo e non peptidico del recettore del GnRH.
Il farmaco agisce bloccando il legame dell’ormone ipotalamico GnRH ai recettori ipofisari, determinando una riduzione della produzione di ormoni ovarici che hanno un ruolo nella genesi della malattia e una conseguente riduzione dei sintomi sia dell’endometriosi che dei fibromi uterini (ndicazione per la quale aveva già ottenuto la rimborsabilità nel 2024). Linzagolix colina è una terapia di seconda linea, a somministrazione orale, che può essere associata alla terapia ormonale sostitutiva.


