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Medicina d’emergenza, il primo PDTA per il colpo di calore

La Simeu, Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza, propone un "percorso calore" per le diverse fasi dell'assistenza, dal soccorso territoriale del 118 fino alla terapia sub-intensiva

“Il colpo di calore è un’emergenza tempo-dipendente. Il raffreddamento va iniziato sul posto, non in ospedale”. Così Mario Guarino, vice presidente nazionale SIMEU e direttore della Medicina d’Emergenza-Urgenza dell’Ospedale CTO di Napoli, ha presentato il Position Paper che definisce per la prima volta a livello nazionale la gestione integrata delle patologie da calore.

“Il colpo di calore – spiega Guarino – è un’emergenza tempo-dipendente, esattamente come l’infarto o l’ictus, ma non ha ancora una rete che lo tratti come tale. L’obiettivo terapeutico è portare la temperatura centrale sotto i 39 gradi entro trenta minuti dal riconoscimento. Questo significa che il raffreddamento va iniziato sul posto, prima del trasporto, non al momento dell’arrivo in Pronto soccorso.”

I numeri richiamati nel documento delineano un fenomeno in crescita. Negli ultimi vent’anni la mortalità correlata al calore nelle persone con più di 65 anni è aumentata del 54%. In assenza di trattamento tempestivo, la mortalità del colpo di calore classico raggiunge l’80%, quella del colpo di calore da sforzo il 33%.

I quattro pilastri del Percorso Calore

  • Triage dedicato e fast-track, con criteri clinici ed epidemiologici per l’identificazione precoce dei pazienti a rischio fin dal primo accesso: anziani, fragili, pazienti con patologie croniche, lavoratori esposti.
  • Protocolli clinico-assistenziali standardizzati per la gestione immediata del colpo di calore, della disidratazione severa e dello scompenso di patologie preesistenti.
  • Integrazione tra rete ospedaliera e rete territoriale, con flussi informativi e percorsi protetti di dimissione verso assistenza primaria e ADI.
  • Preparazione e rimodulazione delle risorse nei periodi critici, con criteri di attivazione straordinaria degli organici e delle aree di osservazione in concomitanza con i bollettini di allerta meteo-climatica.

Le indicazioni operative

Il documento definisce anche alcuni standard per le manovre di soccorso: misurazione della temperatura rettale come unico metodo attendibile per la temperatura centrale, raffreddamento attivo precoce con interruzione a 38,6 gradi per prevenire il fenomeno dell’afterdrop, divieto di antipiretici, dotazione specifica delle ambulanze nel periodo 1 maggio-30 settembre, formazione annuale del personale di 118, Pronto soccorso, OBI e semi-intensiva da completare entro il 30 aprile.

Uno spazio dedicato riguarda il paziente anziano e la revisione della terapia cronica. “La maggior parte degli over 65 non arriva in Pronto Soccorso per un colpo di calore in senso stretto, ma per lo scompenso acuto di patologie croniche precipitato dall’esposizione al caldo – osserva Guarino – Molti farmaci di uso quotidiano si comportano da moltiplicatori di danno. La riconciliazione farmacologica all’ingresso e una lettera di dimissione che dica con chiarezza al medico di famiglia cosa è stato sospeso e perché sono parte integrante della cura.”

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Redazione

articolo a cura della redazione

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