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ecografia

Medici di famiglia, sbloccati 235 milioni per la diagnostica

Approvato dalla Conferenza Stato-Regioni lo schema di decreto che ridefinisce l’impiego dei fondi destinati all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per MMG e pediatri di libera scelta

Le risorse (235,8 milioni di euro), stanziate con la Legge di Bilancio 2020 e ripartite alle Regioni nel 2022, saranno integrate nel nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal Dm 77.

Ogni Regione potrà destinare fino al 50% della propria quota alle Case della Comunità hub e spoke. I fondi rimanenti serviranno a dotare gli studi dei medici, dei pediatri e le aggregazioni di medicina di gruppo di strumenti diagnostici di primo livello, reti digitali e sistemi di telemedicina. Particolare attenzione sarà riservata alle aree interne, rurali, alle piccole isole e alle periferie urbane, per ridurre le disuguaglianze territoriali. Inoltre, viene valorizzato il contributo dei medici che avevano già acquistato autonomamente dispositivi diagnostici

Le apparecchiature dovranno essere integrate con la Piattaforma nazionale di telemedicina, il Fascicolo sanitario elettronico e i servizi della Missione 6 del PNRR. Le prestazioni erogate entreranno nei livelli essenziali di assistenza. Le Regioni dovranno presentare i propri piani entro novanta giorni; soltanto dopo la valutazione tecnica e l’approvazione ministeriale potranno richiedere il finanziamento degli interventi. L’obiettivo è migliorare la presa in carico dei pazienti fragili e ridurre attese.

Le reazioni dei sindacati

La Fimmg ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione del documento. Il sindacato sottolinea come questo risultato — atteso da anni — garantisca che l’intera somma rimanga all’interno della Medicina Generale, distribuita in tutti i suoi contesti assistenziali (e non assorbita totalmente dalle strutture pubbliche centralizzate). Secondo la Fimmg, dotare gli studi di ecografi, elettrocardiografi e altri strumenti diagnostici base consentirà risposte tempestive ai pazienti, contribuendo in modo concreto ad abbattere le liste d’attesa.

Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana, ha dichiarato:

ai giovani medici che stanno valutando il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale vogliamo dire che questa non è una professione del passato, ma un settore in profonda evoluzione, fondato su competenze, tecnologia, autonomia clinica, lavoro di squadra e qualità della vita”.

Più cauta la reazione di Snami e Smi, che, pur condividendo l’esigenza di dotare la medicina di base di strumenti diagnostici adatti, mantengono una posizione molto più critica sul quadro generale della riforma territoriale e sul ruolo delle Aziende Sanitarie. In particolare, esprimono forti perplessità sui vincoli orari e organizzativi connessi all’attività all’interno delle Case della Comunità, temendo una perdita di autonomia professionale per i medici di famiglia.

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alessandro visca
Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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