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Oncologia, le infezioni causano il 12% dei tumori a livello globale

Una ricerca pubblicata su Lancet Oncology riporta i dati aggiornati sul ruolo degli agenti infettivi nell’insorgenza di vari tipi di cancro

Gli agenti infettivi sono all’origine di una percentuale significativa di tumori. Si stima che, a livello globale, nel 2024 infezioni virali o batteriche abbiano causato circa 2-3 milioni di nuovi casi di tumori, equivalenti al 12% di tutte le patologie oncologiche

Un quadro aggiornato del carico oncologico attribuibile alle infezioni emerge da un’analisi pubblicata su Lancet Oncology, che integra le evidenze scientifiche e i dati epidemiologici più recenti. I risultati evidenziano l’importanza di includere il controllo delle infezioni tra le strategie globali di prevenzione oncologica.

Gli agenti infettivi con un potenziale cancerogeno

Le infezioni sono riconosciute come una delle principali cause prevenibili di cancro a livello globale, e considerate il principale fattore di rischio modificabile per il cancro nelle donne in 141 Paesi e negli uomini in 58 Paesi.

L’analisi pubblicata da Lancet, frutto di una collaborazione internazionale tra l’International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione, la Shanxi Medical University di Taiyuan (Cina) e il National Cancer Center di Tokyo, ha stimato il carico oncologico attribuibile alle infezioni considerando i patogeni (virus, batteri, parassiti) riconosciuti come cancerogeni del Gruppo 1, secondo la classificazione dello IARC. Nella tabella sono riportati agenti infettivi e tumori associati.

Rispetto alle precedenti stime, riferite al 2018, sono state incluse 16 ulteriori associazioni tra infezioni e tumori, in particolare per quelli causati dall’HIV e dal MCV, insieme a un maggior numero di sedi tumorali associate al virus di Epstein-Barr, al virus dell’epatite B (HBV), al virus dell’epatite C (HCV) e all’herpes virus associato al sarcoma di Kaposi.

Tumori attribuibili alle infezioni, H. pylori e HPV ai primi posti

I ricercatori hanno utilizzato i dati aggiornati sull’incidenza del database GLOBOCAN (Global Cancer Observatory) per il 2024; sono state calcolate le stime dei nuovi casi di tumore attribuibili alle infezioni prese in esame, i tassi di incidenza standardizzati per età (ASIR, age-standardised incidence rates) e la ‘frazione attribuibile di popolazione’ (PAF, population-attributable fractions) parametro che indica la quota di casi di cancro potenzialmente evitabile eliminando completamente il rischio infettivo.

Gli agenti infettivi principalmente responsabili dell’insorgenza di tumori sono Helycobacter pylori e Papilloma Virus; la PAF stimata per ciascun agente è del 4%; L’eliminazione dell’infezione potrebbe quindi prevenire, in teoria, una quota di casi di tumore pari a circa il 4%. Seguono il virus dell’epatite B (PAF: 2%), il virus di Epstein-Barr (1%) e quello dell’epatite C (<1%).

Il carico oncologico non è uniforme rispetto alla distribuzione geografica; nonostante i progressi compiuti nella vaccinazione e nello screening, i tumori correlati alle infezioni presentano disuguaglianze che colpiscono soprattutto i paesi a basso e medio reddito. Con il 42% di casi stimati sul totale e un tasso di incidenza standardizzato per età del 31,9%, l’Asia orientale è l’area con il maggiore carico di tumori attribuibili alle infezioni.

Gli ASIR sono risultati superiori alla media globale (pari a 22,7 casi) anche nell’Africa subsahariana (28,5), nell’Europa centrale e orientale (24,3) e nel Sud-est asiatico (23,1).

Prevenzione efficace, interventi ancora sottoutilizzati

Gli Autori sottolineano come ai fini della prevenzione oncologica siano fondamentali il controllo e la prevenzione delle infezioni, con screening e vaccinazioni.

Tra gli interventi di comprovata efficacia scientifica, spesso sottoutilizzati, vi sono la vaccinazione contro l’HPV e l’HBV; i test diagnostici e il trattamento dell’infezione da HIV, H. pylori, HBV e HCV; le pratiche di iniezione sicure; l’accesso ai preservativi e alla profilassi pre-esposizione (PrEP); e infine lo screening delle lesioni precancerose per la prevenzione dei tumori associati all’HPV.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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