La salute delle persone che vivono nelle città è il risultato dell’interazione tra molteplici determinanti sociali, ambientali e comportamentali. Per questa ragione l’ambiente urbano assume un ruolo sempre più rilevante come laboratorio di pianificazione di strategie per la prevenzione e la promozione della salute.”
Lo afferma Andrea Lenzi, direttore della Cattedra UNESCO Chair on Urban Health presso Sapienza Università di Roma che, insieme al Comune di Bergamo, ha organizzato una giornata di confronto con istituzioni, imprese, professionisti, associazioni e cittadini, sul tema: “Dalla ricerca all’azione – Biodiversità, Salute Urbana e Territorio.”
L’obiettivo dell’iniziativa è trasformare evidenze scientifiche in strumenti e possibili azioni concrete per la salute e il benessere urbano. Grazie all’intervento degli esperti in comunicazione di Twig HCC è stato proposto un percorso pratico per riconoscere la biodiversità nel contesto urbano e immaginare come agire concretamente per migliorare l’ambiente in cui viviamo.
Undici modi per vedere la biodiversità
Per prendere coscienza dell’interazione quotidiana con i temi ambientali il percorso propone l’osservazione di 11 elementi che riguardano spazio e natura, cibo e filiera, aria e ambiente costruito, abitudini quotidiane, relazioni sociali.
- Suolo e verde vivo (Quanto è vivo il verde intorno a te?)
- Acqua urbana (Che spazio ha l’acqua nel tuo contesto?)
- Insetti e piccoli animali (Chi riesce a vivere qui?)
- Cibo e provenienza (Che storia racconta quello che mangi?)
- Plastiche e materiali (Quanto usa e getta vedi?)
- Paesaggio sonoro (Che cosa senti se ti fermi?)
- Aria (Cosa respiri intorno a te?)
- Sostanze chimiche (Quanta chimica c’è nelle nostre azioni?)
- Luce e buio (Esiste ancora il buio?)
- Movimento quotidiano (Quanto la natura entra nei tuoi spostamenti?)
- Relazioni e comunità (Come le persone vivono questo luogo?)
Nel toolkit proposto da Twig HCC e Università Sapienza le risposte alle domande possono essere annotate per poi passare allo spazio dove riportare desideri, idee, buone pratiche o azioni per favorire la biodiversità.
Il patto delle città europee per il clima
L’iniziativa di Bergamo rappresenta una tappa di un percorso che si avvale del sostegno del National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo Centro Nazionale di ricerca e innovazione dedicato alla biodiversità, finanziato dal MUR attraverso i fondi dell’Unione Europea – NextGenerationEU.
Il lavoro nasce dal patrimonio di ricerca scientifica sviluppato dal gruppo di Sapienza Università di Roma e dalle pubblicazioni dedicate alla relazione tra biodiversità e salute. Su questa base, Twig HCC, partner progettuale della Cattedra UNESCO on Urban Health, ha lavorato alla traduzione delle conoscenze in un percorso di attivazione, con l’obiettivo di renderle progressivamente accessibili e utilizzabili da interlocutori differenti e di metterle a confronto con esperienze e bisogni provenienti dalla società e dai territori.
Va ricordato anche che il Comune di Bergamo ha aderito al Climate City Contract, patto promosso dalla Commissione Europea per l’assunzione di responsabilità nella riduzione delle emissioni di CO2, che vede il coinvolgimento di oltre 100 città con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica al 2030.
Secondo Marcella Messina, assessora alle Politiche sociali, Longevità e Salute del Comune di Bergamo:
La biodiversità non è soltanto una questione ambientale, ma rappresenta una risorsa preziosa per la prevenzione, la qualità della vita e il benessere psicofisico dei cittadini, a ogni età. La presenza di spazi verdi accessibili, la qualità dell’aria, un’alimentazione equilibrata e la possibilità di svolgere attività all’aperto incidono concretamente sulla nostra salute e contribuiscono anche a contrastare le disuguaglianze.”



