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Nutrizione clinica, nuove indicazioni su quando e come avviare la terapia

Dal Congresso ESPEN 2026 il documento di consenso internazionale GLINTS indica tra i criteri per intervenire: malnutrizione, rischio elevato e riduzione degli apporti alimentari

La valutazione dello stato nutrizionale deve tradursi tempestivamente in un intervento terapeutico, senza attendere che la malnutrizione diventi conclamata. È questo il principale messaggio emerso dal 48° Congresso della Società europea di nutrizione clinica e metabolismo (ESPEN), svoltosi a Berlino, dove è stato presentato il documento di consenso internazionale GLINTS (Global Leadership Initiative on Indications to Nutritional Therapy and Support), elaborato dalle principali società scientifiche di nutrizione clinica.

Quattro condizioni che richiedono l’intervento nutrizionale

Il documento identifica quattro condizioni che devono indurre a considerare un intervento nutrizionale: malnutrizione diagnosticata secondo criteri validati, elevato rischio nutrizionale, riduzione significativa dell’assunzione alimentare e impossibilità di alimentarsi per oltre cinque giorni.

Una delle principali novità riguarda il riconoscimento del ridotto apporto alimentare come indicazione autonoma alla valutazione terapeutica. In particolare, occorre considerare un intervento quando il paziente assume circa la metà o meno del cibo abituale nell’ultima settimana, oppure quando la riduzione degli apporti persiste per oltre due settimane in presenza di malattie, infiammazione o disturbi gastrointestinali importanti.

Secondo Antonella Lezo, presidente della Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo (SINPE), la consensus GLINTS consente di superare la separazione tra screening nutrizionale e presa in carico, traducendo le evidenze scientifiche in indicazioni operative.

Indicazioni sulle modalità di trattamento

Il documento chiarisce anche le modalità di trattamento. La nutrizione enterale, attraverso una sonda, deve essere considerata quando l’alimentazione orale copre meno del 50% del fabbisogno nutrizionale e non si prevede un miglioramento significativo. La nutrizione parenterale è invece indicata in caso di insufficienza intestinale e può integrare le altre modalità quando queste non consentono di soddisfare il fabbisogno energetico e nutrizionale.

Linee guida sugli aspetti etici e i diritti del paziente

Al Congresso è stata inoltre presentata una nuova linea guida ESPEN sugli aspetti etici della terapia nutrizionale, che aggiorna il documento del 2016, includendo anche i supplementi nutrizionali orali nell’ambito della terapia nutrizionale medica.

Particolare attenzione viene dedicata alle cure palliative, alla demenza, al fine vita e ai diritti del paziente. Il documento ribadisce che la nutrizione clinica, quando prescritta con finalità terapeutiche, costituisce un intervento medico e, come tale, richiede il consenso informato, nel rispetto dell’autonomia e della dignità della persona.

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Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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