Skip to content

Trombosi venosa superficiale, il mesoglicano riduce le recidive nel lungo periodo

Il professor Camporese commenta i risultati dello studio METRO: il farmaco è risultato associato a una riduzione delle recidive e delle estensioni della TVS a lungo termine

Il mesoglicano mostra un beneficio a lungo termine nella prevenzione degli eventi dopo una trombosi venosa superficiale (TVS) degli arti inferiori, con un’incidenza cumulativa degli eventi a 24 mesi del 30,6% nei pazienti nel braccio di trattamento rispetto al 42,5% con placebo, evidenziando una riduzione relativa statisticamente significativa di circa il 30% degli eventi nel gruppo trattato con mesoglicano.

È questa la conclusione dello studio METRO, che rappresenta il primo trial prospettico randomizzato pubblicato sulla rivista “eClinical Medicine” del gruppo Lancet in un articolo a prima firma di Giuseppe Camporese, Referente della Medicina Vascolare, Clinica Medica 1 ad indirizzo trombotico emorragico, Dipartimento di Medicina – DIMED dell’Azienda Ospedale Università di Padova.

Lo studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo è stato condotto in 16 centri italiani. Sono stati inclusi pazienti adulti con TVS degli arti inferiori che avevano completato 45 giorni di trattamento con fondaparinux. I partecipanti hanno quindi ricevuto mesoglicano orale 50 mg due volte al giorno oppure placebo per 12 mesi, seguiti da un ulteriore anno di osservazione. Complessivamente, sono coinvolti 553 pazienti, randomizzati a ricevere mesoglicano (N= 272) o placebo (N= 281).
A 12 mesi, l’incidenza cumulativa dell’endpoint di efficacia – comprendente recidiva o estensione sintomatica della SVT e diversi eventi tromboembolici venosi – era del 21,8% nel gruppo mesoglicano, con 54 pazienti interessati, rispetto al 24,5% nel gruppo placebo, pari a 63 pazienti. La differenza non raggiungeva la significatività statistica (HR: 0,89; IC al 95%: 0,62-1,29; p= 0,56).

È nel periodo successivo che le curve hanno evidenziato una differenza significativa. A 24 mesi, gli eventi cumulativi interessavano 74 pazienti nel gruppo mesoglicano, pari al 30,6%, contro 105 pazienti nel gruppo placebo, pari al 42,5% (p= 0,043). La differenza relativa pari al 30% tra i due gruppi era interamente spiegata dalla minore frequenza delle recidive di trombosi venosa superficiale tra i pazienti trattati con mesoglicano. Nel gruppo placebo, infatti, la recidiva di TVS  a 24 mesi ha raggiunto il 39%. I risultati dello studio METRO suggeriscono quindi che il mesoglicano possa rappresentare una strategia promettente per ridurre il rischio di recidive di TVS, contribuendo al ripristino delle condizioni vascolari della parete venosa più favorevoli e stabili nel tempo, con un effetto protettivo che continua anche dopo la sospensione della terapia.

Camporesemesoglicanotrombosi venosavideo
Redazione

articolo a cura della redazione

Articoli correlati