Fibrosi Polmonare Idiopatica. La campagna #FIGHTIPF e il ruolo del MMG

Harari IPF

In Italia sono stimati dagli 8 ai 20 mila casi di Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF), con un numero di nuovi casi per anno variabile dai 1.500 ai 3 mila. L’IPF inizialmente si manifesta con sintomi aspecifici e ingannevoli: tosse, mancanza di fiato via via ingravescente, stanchezza e facile affaticabilità, per questo spesso la diagnosi è tardiva. Occorrono mediamente due anni per una diagnosi di IPF e il 50% dei pazienti non riceve una diagnosi corretta.

Da questo presupposto parte la campagna “#FightIPF: oggi è il giorno giusto per sfidare l’IPF” promossa da Roche con il supporto dell’Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare, di FIMARP Onlus (Federazione Italiana IPF e Malattie Rare Polmonari Onlus) e delle Associazioni che la compongono. L’obiettivo del progetto è aiutare pazienti e familiari a non sentirsi soli e a non fermarsi davanti alla diagnosi, ad informarsi e parlare con il proprio medico su come affrontare la malattia. Benché infatti ad oggi non ci sia ancora una cura definitiva per l’IPF, accedere al più presto ai farmaci antifibrotici specifici consente di rallentare significativamente il decorso della malattia, aumentando la sopravvivenza.

Abbiamo intervistato Sergio Harari, Direttore dell’U.O. di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano – Gruppo MultiMedica ed esperto internazionale della malattia.

 

 

“Il MMG ha un ruolo chiave per fare una diagnosi tempestiva di IPF o almeno sospettarla e avviare così l’iter diagnostico. La malattia parte con sintomi aspecifici come tosse stizzosa e dispnea ingravescente. C’è però una caratteristica presente in tutti i casi di IPF ed è la presenza all’auscultazione polmonare di rantoli crepitanti a veltro distaccato. Un rumore che si riscontra anche in altre malattie ma che è presente nella quasi totalità dei casi di IPF. Per cui di fronte a un paziente che riferisce sintomi come tosse e dispnea e presenta un rumore questo tipo si impone un approfondimento diagnostico almeno con esami di prima linea, che sono radiografia del torace e spirometria”