Emicrania Cronica, una vita vissuta a metà

Il forte impatto sulla vita sociale e di relazione dell’emicrania cronica emerge da una nuova indagine condotta da Allergan in collaborazione con European Migraine Headache Alliance (EMHA), l’associazione dei pazienti che si batte per il riconoscimento degli effetti invalidanti di una malattia troppo spesso considerata alla stregua di un semplice “mal di testa”.

L’indagine ha coinvolto 115 pazienti italiani con Emicrania Cronica. La malattia viene percepita come invalidante dal 48% degli intervistati, con riflessi negativi sulla vita familiare : il 33% non si sente in grado di occuparsi dei figli, oltre un terzo dichiara di trascorrere coi figli e con il partner meno tempo di qualità di quanto vorrebbe, il 63% dice di essere demoralizzato perché costretto a rinunciare a tempo di qualità con la famiglia e gli amici. La malattia inoltre impatta negativamente sulla vita lavorativa (43%) e sulle vacanze (60%). Dall’indagine emerge anche la sensazione che la gravità della malattia non sia percepita. Il 53% degli intervistati sente infatti che gli altri giudichino la loro emicrania come “banale mal di testa” e il 59% degli interpellati dice che la gravità di un attacco di emicrania non viene compresa da chi non ne soffre.

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I risultati dell’indagine sono stati presentati al 12° Congresso della European Headhache Federation, che si è svolto a Firenze dal 28 al 30 settembre.

Cristina Tassorelli, Professore Associato di Neurologia dell’Università degli Studi di Pavia, commenta i dati dell’indagine sull’impatto dell’emicrania cronica sulla vita sociale e di relazione dei pazienti e fa il punto sulla terapia preventiva.

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