Il reflusso gastroesofageo aumenta il rischio di tumori testa e collo negli anziani?

Un nuovo studio pubblicato su JAMA Otolaryngology Head & Neck Surgery collega il reflusso gastroesofageo a un rischio fino a tre volte superiore di sviluppare tumori del cavo orale, orolaringe, orofaringe.

Il legame tra GERD e tumori esofagei è già ben noto ed è messo in relazione all’effetto sui tessuti del reflusso di materiale acido. “Il reflusso dallo stomaco può salire in alto nell’esofago – spiega Anthony Starpoli del Lenox Hill Hospital, New York City (USA) – gli stessi succhi possono invadere la gola, i passaggi dei seni nasali e i polmoni, causando infiammazione cronica”.

Nello studio Edward McCoul et al. della Ochsner Clinic Foundation di New Orleans (USA) hanno preso in esame la storia di clinica di 13,805 anziani americani che hanno sviluppato tumori del tratto respiratorio e digestivo superiore  tra 2003 e il 2011, confrontandoli con lo stesso numero di persone della stessa età senza tumori.

Una storia di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD)  era legata a quasi il triplo delle probabilità di sviluppare cancro della laringe, a una probabilità maggiore di 2,5 volte per i tumori della faringe; un raddoppio del rischio di cancro delle tonsille e una probabilità del 40% più alta per i tumori dei seni paranasali.

Gli autori precisano che nello studio non sono stati presi in considerazione i dati relativi a fumo e consumo di alcol che sono i due maggiori fattori di rischio per i tumori testa e collo.

Secondo David Hiltzik direttore dell’otorinolaringoiatria allo Staten Island University Hospital di New York City (USA), lo studio non aveva l’obiettivo di dimostrare un rapporto causa-effetto tra reflusso e tumori. Tuttavia, va considerato il potenziale cancerogeno del reflusso cronico.

“Sappiamo che il reflusso acido provoca problemi per tutta la vita in queste aree della testa e del collo” precisa Hiltzik. “Questo studio indica che abbiamo bisogno di affrontare questi problemi in anticipo e forse in modo più aggressivo. Credo che i pazienti dovrebbero essere più consapevoli di come la loro dieta quotidiana e le abitudini comportamentali possono avere gravi effetti a lungo termine”.

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