La basi molecolari dell’aumento del rischio CV nelle donne anziane

Disfunzioni mitocondriali, riduzione delle proteine antiossidanti, aumento dell’infiammazione. Sono questi i fattori chiamati in causa per l’aumento del rischio cardiovascolare nelle donne anziane in uno studio sulla relazione tra malattie cardiache, sesso ed età, presentato al congresso Frontiers in CardioVascular Biology (FCVB) 2018 dell’European Society of Cardiology (ESC).

Diversi studi precedenti hanno evidenziato che la malattia ischemica cardiaca si sviluppa in media da sette a dieci anni più tardi nelle donne rispetto agli uomini. Si manifesta da tre a quattro volte più spesso negli uomini che nelle donne di età inferiore ai 60 anni, ma dopo i 75 anni, l’incidenza maggiore è nelle donne.

La maggiore protezione dal rischio CV nelle donne giovani è generalmente attribuito ai livelli di estrogeni, ma non è chiaro il meccanismo per cui questo avvenga. Questo studio si è concentrato sui cambiamenti molecolari nelle cellule del cuore che si verificano con l’invecchiamento negli uomini e nelle donne.

I ricercatori hanno prelevato tessuto cardiaco sano da sette donne e sette uomini di età compresa tra i 17 e i 40 anni, e da otto donne e nove uomini di età compresa tra i 50 e i 68 anni. Sono stati misurati i livelli di proteine coinvolte nell’infiammazione e nella funzionalità dei mitocondri. I ricercatori hanno scoperto che i livelli di Sirt1, una proteina importante per la funzionalità dei mitocondri, sono più alti nelle giovani donne rispetto ai giovani uomini. Nei cuori degli anziani, i livelli di Sirt1 erano diminuiti nelle donne, ma non negli uomini. L’espressione della superossido dismutasi 2, una proteina antiossidante nei mitocondri, era più alta nelle giovani donne rispetto ai maschi, ma la differenza scompariva con l’avanzare dell’età. Anche l’espressione di catalasi, un enzima che protegge le cellule dal danno ossidativo, era più alta nelle giovani donne rispetto ai maschi, ma ancora una volta la differenza è stata persa con l’età. Inoltre, negli anni il cuore femminile si è spostato da un ambiente antinfiammatorio a un ambiente pro-infiammatorio. Rispetto ai giovani uomini, le giovani donne avevano livelli più elevati di citochine anti-infiammatorie come l’interleuchina 10, ma questa differenza è stata persa con l’età. I livelli di macrofagi, che promuovono l’infiammazione, sono aumentati con l’età nelle donne, ma non negli uomini.

Maria Luisa Barcena De Arellano, ricercatrice scientifica dell’Istituto di Medicina di Genere, Charité University Medicine, Berlino (Germania), ha dichiarato: “Abbiamo scoperto che i cuori delle donne anziane hanno ridotto l’espressione di proteine antiossidanti e proteine importanti per la funzione mitocondriale. Questo può portare all’aumentata infiammazione che abbiamo osservato nelle donne anziane. L’infiammazione è nota per contribuire alle malattie cardiovascolari.”

“Il nostro studio –aggiunge De Arellano – suggerisce che potrebbe essere sviluppato un nuovo farmaco che aumenti l’espressione delle proteine mitocondriali. Questo potrebbe migliorare la funzione mitocondriale, ridurre l’infiammazione e aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari nelle donne anziane “.

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