Libri, il valore dell’acqua e la storia degli alberi da frutto

Il ruolo dell’acqua nello sviluppo umano è particolarmente evidente nella storia di Milano. La ricchezza prima agricola e poi industriale della metropoli lombarda, si fonda in gran parte proprio sull’abbondante presenza di questo elemento. Michele Serra, uno dei più celebri e apprezzati corsivisti italiani, racconta  l’epo­pea delle acque di Milanosoprattutto in relazione alla storia della grande industria metalmeccanica rappresentata dalle Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck a Sesto San Giovanni, che sorgono sopra la falda acquifera della Pianura Padana “l’anima rigurgitante dell’economia lombarda”.

“Da parecchi anni – spiega Serra – volevo scrivere qualcosa, magari un romanzo, sulla falda acquifera sottostante Milano, in risalita da quando è cessato il massiccio prelievo dell’industria siderurgica di Sesto San Giovanni. Quando il compositore Fabio Vacchi, con il quale avevo già lavorato in passato come librettista, nel 2016 mi ha chiesto un testo che avesse per argomento l’acqua, da musicare e mettere in scena proprio a Milano, ho subito ripreso quella vecchia idea, ed è nato il melologo Sull’Acqua, per la voce di Lella Costa e l’esecuzione dell’Orchestra Verdi. Dell’antico progetto romanzesco-alluvionale rimane il succo. Lo spirito. Che è trattare l’acqua come una presenza al tempo spesso vitale e minacciosa, benefica e ammonitrice. Simbolo della presenza della natura come Grande Rimosso di questa epoca, qualcosa che l’artificio tecnologico tende a occultare eppure riprende spazio e importanza anche a scapito della nostra ingordigia e delle nostre distorsioni.”

Michele Serra, Sull’acqua, Pag. 56, Aboca Edizioni, 2018

 

Una grande panoramica sugli alberi da frutto in Italia, dalle limonaie del Garda ai giardini rinascimentali, dalla Conca d’Oro alle pendici dell’Etna, con l’aiuto delle parole di grandi letterati – Pascoli, Gadda, Pavese, Shakespeare, Woolf, Montaigne, Flaubert e altri. L’autore di questo viaggio suggestivo nel cuore delle colture mediterranee è Giuseppe Barbera, professore Oridinario di Colture Arboree all’Università di Palermo.

Con questo libro Barbera vuole riaffermarela grande importanza degli alberi da frutto del Mediterraneo, “perché, nell’uso dei loro prodotti, nelle funzioni che hanno assolto, nei sentimenti che hanno ispirato si possono trovare buone ragioni per difenderli, dove ancora esistono, o per piantarli (…) per ribadire, la necessità di conservare, anche con gli alberi da frutto, quel sapere e quel sentire che costituiscono l’identità mediterranea”.

L’albero da frutto, con le sue funzioni produttive, ambientali, estetiche ed etiche, sarà protagonista del paesaggio mediterraneo anche quando, scrive Barbera, “con la rivoluzione agraria e sociale del XIX secolo, dagli ambiti circoscritti di un giardino, passerà a quelli ampi delle colline e delle pianure fino ad arrampicarsi, su suoli resi piani dai terrazzamenti, lungo i fianchi delle montagne. Il paesaggio del giardino mediterraneo resisterà, pressoché intatto nei secoli, fin quando, poco più di cinquanta anni fa, alla crisi dell’agricoltura tradizionale, all’abbandono delle campagne, si aggiungerà la devastazione estetica e produttiva del paesaggio”.

 

Giusppe Barbera, Tuttifrutti, Pag. 176, Aboca Edizioni, 2018