Vaccinazioni, il quadro epidemiologico dell’ISS

L’Istituto Superiore di Sanità invita a continuare in una politica che ha fatto salire la copertura vaccinale e ricorda la pericolosità delle malattie in questione

A seguito del provvedimento del governo che reintroduce la possibilità dell’autocertificazione delle vaccinazioni obbligatorie l’Istituto Superiore di Sanità ricorda, con un comunicato, che la legge attuale ha lo scopo di contrastare il calo della copertura vaccinale che in tutte le Regioni italiane sta portando la copertura al di sotto della soglia del 95% raccomandata dall’OMS.

La legge, ricorda l’ISS, è nata per scongiurare il rischio di epidemie. Un pericolo che si è concretizzato con il morbillo, che del 2017 ad oggi, ha causato circa 7.000 infezioni, con complicanze gravi nel 40% dei casi e otto morti, tra i quali diversi bambini.

“I risultati dell’attuale legislazione che prevede l’obbligo vaccinale – dichiara l’ISS – hanno mostrato che le coperture sono in aumento di un punto e mezzo percentuale per quanto riguarda il vaccino esavalente e di ben 4,5 punti percentuali per quanto riguarda il morbillo, ma per entrambe le vaccinazioni il raggiungimento della soglia di sicurezza è ancora lontano”.

L’istituto Superiore di Sanità delinea poi il quadro della situazione epidemiologica in Italia per le malattie prevenibili dai vaccini:

  • circa 60 casi e 20 morti l’anno di tetano, malattie nei confronti della quale non esiste immunità di gregge, non essendo trasmissibile da persona a persona;
  • nessun caso di malattia difterica, ma 3 forme di difterite cutanea segnalate nel 2017 causate da ceppi non tossinogenici, che tuttavia potrebbero subire trasformazioni e diventare pericolosi. Inoltre, la difterite è ancora presente all’interno dell’EU, in particolare nei paesi Baltici;
  • incidenza di epatite B in diminuzione dal 1992 (anno di introduzione del vaccino) con scomparsa dei casi nei bambini, ma l’abbassarsi delle coperture espone al rischio i singoli individui a contrarre la malattia che causa cronicizzazione nel 90% degli infetti in età neonatale. La forma cronica porta ad una degenerazione progressiva del fegato che causa insufficienza epatica, cirrosi ed un elevato rischio di epatocarcinoma;
  • nel 2016 sono stati segnalati 140 casi di malattia batterica invasiva da Haemophilus influenzae con aumento dei casi a seguito della diminuzione delle coperture vaccinali;
  • circa 1.000 casi di pertosse l’anno con tendenza all’aumento;
  • a causa della diminuzione delle coperture vaccinali contro la parotite, malattia infettiva acuta virale altamente contagiosa che può presentare varie complicanze, inclusa l’orchite nei pazienti maschi, la pancreatite, e la meningite asettica, compaiono ripetuti focolai epidemici sul territorio nazionale;
  • l’inadeguatezza delle coperture vaccinali contro la rosolia ha fatto registrare nel periodo gennaio 2005 – agosto 2015 163 casi di rosolia in gravidanza e 77 casi di rosolia congenita. Nello stesso periodo, tra le donne infette, è stato segnalato un nato morto, un aborto spontaneo e 32 interruzioni volontarie di gravidanza;
  • dal 2009 il numero di casi di varicella era pari a circa 60.000 l’anno ma la mancanza di un sistema di sorveglianza adeguato non permette il continuo monitoraggio della malattia il cui impatto viene attualmente sottovalutato anche a causa delle basse coperture vaccinali finora raggiunte.

Va inoltre sottolineato che il raggiungimento di soglie di sicurezza è essenziale anche per garantire il diritto alla educazione di migliaia di bambini immunodepressi per i quali la frequenza scolastica è impedita dal rischio di contrarre infezioni, come il morbillo, che per loro può essere letale e che secondo i piani dell’OMS doveva essere eliminato in Europa già nel 2015″.

“Pertanto, conclude l’ISS, a prescindere dalle misure che si intendono implementare, è doveroso fare di tutto per continuare a mantenere il trend positivo in atto al fine di garantire adeguate coperture vaccinali”.

La posizione dell’ISS è condivisa dalla SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) “Condividiamo i contenuti del documento diffuso ieri dall’Istituto Superiore di Sanità. Esso contiene dati di fatto ed evidenze condivise dalla comunità scientifica del nostro Paese. Auspichiamo che tutti gli atti normativi, le procedure regolatorie e le leggi debbano avere e perseguire l’obiettivo d’innalzare i tassi di copertura vaccinale”, commenta Claudio Cricelli, presidente della SIMG.

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